24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
Governo

Salvini: piacere alla Germania? No grazie. E Meloni gli tende la mano

In un tweet Matteo Salvini, che ieri si è detto “davvero arrabbiato” incassando il like di Luigi Di Maio, ricorda la linea del governo giallo-verde

Il leader della Lega Matteo Salvini
Il leader della Lega Matteo Salvini ANSA

ROMA - Dopo lo scontro con il Colle sul nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia la tensione resta alta e i tempi per la formazione del governo giallo-verde sembrano allungarsi ancora. Il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, è da poco giunto a Montecitorio dove ha a disposizione alcuni uffici per lavorare alla formazione del governo. Non si sa quando scioglierà la riserva e del resto fonti sia del Movimento cinque stelle che della Lega spiegano che sul nome di Savona non sono disposti a cedere. Da parte sua il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è determinato ad esercitare fino in fondo le sue prerogative.

Il tweet di Salvini contro i media tedeschi
In un tweet Matteo Salvini, che ieri si è detto «davvero arrabbiato» incassando il like di Luigi Di Maio, ricorda la linea: «Giornali e politici tedeschi insultano: italiani mendicanti, fannulloni, evasori fiscali, scrocconi e ingrati. E noi dovremmo scegliere un ministro dell’Economia che vada bene a loro? No, grazie! #primagliitaliani». Intanto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, pur non avendo cambiato idea sul governo giallo-verde, ha giudicato «inaccettabile l’ingerenza di Mattarella» su Savona e ha offerto a Salvini «il suo convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’Economia non indicato da Bruxelles. L’Italia è ancora una nazione sovrana, Juncker e la Merkel se ne facciano una ragione».

Martina e Renzi all'attacco
All’attacco di Salvini e Di Maio va invece il Pd, con il segretario reggente Maurizio Martina che twitta: «Caro Salvini state giocando sulla pelle del paese per i vostri miseri interessi. Invece governare è prendersi cura dell’Italia». E l’ex segretario Matteo Renzi che su Facebook ricorda che «lo spread sale ai massimi dal 2013», che «i mutui per le famiglie costeranno di più» e «il responsabile» di tutto questo «ha sempre un nome, in questo caso due cognomi: Salvini e Di Maio. Se sale lo spread è grazie al teatrino incredibile di questi giorni».