19 luglio 2019
Aggiornato 09:30

La guerra nel Pd spaventa Renzi: pronto a fondare un nuovo partito?

L'ex premier verso la strada dettata da Macron in Francia: una forza politica nuova, europeista, che superi le divisioni destra/sinistra. Mettendo tutti insieme

Matteo Renzi durante l'assemblea nazionale del Pd a Roma
Matteo Renzi durante l'assemblea nazionale del Pd a Roma ANSA

ROMA - Il silenzio di Matteo Renzi, che negli ultimi giorni ha pensato bene, almeno su Facebook, di concentrarsi più sull'addio alla Juventus di Gigi Buffon che non sullo scontro che si sta consumando nel Partito democratico, non poteva che avere ripercussioni. E così, mancando la sua, di voce, ecco le prime voci che raccontano di un ex premier, ed ex segretario, pronto ad abbandonare la nave e a dar vita a un nuovo partito. Davide Allegranti, sulle colonne de Il Foglio, già parla di una nuova rottamazione. La rottamazione della rottamazione. Per uscire dal caos, Matteo Renzi starebbe gettando le basi per dar vita a un nuovo partito. E il momento per mandare in scena la rottura sarebbe già stata individuata: la prossima Leopolda. Significativo, in fondo, il titolo scelto per la kermesse: La prova del nove. Come si legge sulla newsletter dell'ex premier, nella tre giorni in programma il 19, 20 e 21 ottobre Renzi capirà, o farà di tutto per capire, se anche in Italia c'è spazio per "un Macron". 

Allargare a destra, chiudere a sinistra
Molto centro. Poca sinistra. Verso destra. La bussola, sempre secondo le prime voci, dovrebbe indicare questo percorso. Convincere i suoi a uscire dal Pd, che diventerebbe così un partito sì di sinistra, ma con percentuali che non supererebbero il 10%, e guardare verso chi, tra il centro e Forza Italia, si sente scomodo in partiti vecchio stampo. Il nuovo partito sarebbe quindi una sorta di "Renzi+Forza Italia». Nascerebbe così una versione italica di En Marche!

Gli obiettivi: Europa, Europa e ancora Europa
Stella polare del nuovo soggetto politico, ad oggi più un area di pensiero che non un vero e proprio partito, Bruxelles. In un momento storico in cui a vincere sono i partiti che chiedono una riduscussione dell'Unione europea, dar vita a un partito fortemente europeista - questa la teoria dietro il Renzi pensiero - permetterebbe a un'eventuale nuova forza politica di andare alla facile conquista del voto e del seguito di chi fuori da questa Europa, o in un'Europa meno unita e coesa, non ci si vede. E proprio questa nuova area politica sarebbe quella dell'opposizione a quelli che vengono definiti gli estremismi gialloverdi, di Lega Nord e Movimento 5 stelle.

Dal Pd smentiscono
Ovviamente, e non potrebbe essere altrimenti, dal Partito democratico smentiscono qualsiasi indiscrezione diretta verso un'uscita di Renzi e dei suoi. «Leggo retroscena, a cui non credo», il commento di Matteo Ricci, responsabile Enti locali del Pd, su Twitter «che prevedono divisione @pdnetwork e creazione nuovi partiti. Per creare l'alternativa riformista e di popolo al governo #pentaleghista serve una forza più grande non la divisione di quella esistente».