17 giugno 2019
Aggiornato 05:00
L'unione sanziona l'Italia

FI: attaccano Tajani per nascondere il loro fallimento

Forza Italia si schiera compatto in difesa del Commissario europeo uscente accusato dal ministro Padoan e altri membri del governo di avere lavorato sotto traccia per favorire la procedura di infrazione sui debiti della Pubblica amministrazione aperta a Bruxelles contro Palazzo Chigi.

ROMA - Prima le parole velate dalla diplomazia del ministro Padoan, poi un attacco frontale del sottosegretario alle Politiche europee, Sandro Gozi, hanno fatto saltare ogni segno di fair play fra il governo e Forza Italia.

I fatti sono facilmente ricostruibili. Fra le promesse di Matteo Renzi, fin dall'insediamento dell'ex sindaco di Firenze e Palazzo Chigi, ai primi posti è sempre apparso l'impegno a rispettare i pagamenti ai fornitori della Pubblica Amministrazione. Impegno, è bene ricordarlo, abbondantemente disatteso da anni sotto il cielo dei governi, sia di destra che di sinistra, che si sono succeduti. 

Al seguito della promessa del Premier ai fornitori della P.A. sono anche arrivati un certo numero di miliardi, non meglio quantificato, purtroppo, così come finora è stato impossibile quantificare l'ammontare esatto del debito.

Questa apertura di cassa, secondo gli auspici del governo, avrebbe dovuto tenere lontana quell'apertura di una procedura di infrazione che pure Bruxelles minacciava da tempo. Me le cose sono andate diversamente, la bacchettata a Palazzo Chigi è comunque arrivata e suoi effetti si sono fatti sentire sugli umori del governo che evidentemente pensava, a questo punto, di essersela potuta scampare.

Quindi è partita la caccia all'untore, cioè alla manina avvelenata che avrebbe messo sul binario destinato a Roma il severo richiamo dell'Unione. 

E' difficile dire, secondo quali sospetti o prove, si siano mossi dal ministro Padoan al sottosegretario Gozi. Resta il fatto che a Palazzo Chigi dietro quella manina hanno ritenuto di individuare l'ombra di Antonio Tajani e su questa lunghezza d'onda hanno cominciato a sintonizzare le loro risentite dichiarazioni. 

Come era assolutamente prevedibile la reazione di Forza Italia è stata repentina, quanto veemente.

Brunetta: finalmente la Ue comincia a conoscere Renzi - «Assolutamente inconcepibile che il sottosegretario alle politiche europee, Sandro Gozi, attacchi il vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, additandolo come il responsabile dell'apertura della procedura d'infrazione da parte dell'Ue nei confronti dell'Italia per il mancato rispetto della Direttiva sui pagamenti delle PA», ha dichiarato attraverso una nota ufficiale Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

Irriconoscenti verso Tajani - «Quello stesso vice-presidente che, ricordiamo, la notte tra il primo e il 2 giugno - ha osservato Brunetta- che aveva fatto cancellare dal testo delle raccomandazioni della Commissione al nostro paese la frase con cui veniva bocciata la richiesta del governo Renzi di far slittare di un anno, dal 2015 al 2016, il pareggio di bilancio».
«Evidentemente - ha concluso Brunetta- il senso di responsabilità e delle istituzioni del vice-presidente Tajani è nettamente superiore rispetto al senso di responsabilità e delle istituzioni dei tanti dilettanti allo sbaraglio di cui è pieno l'esecutivo Renzi. Finalmente  qualcuno in Europa comincia a capire di che sostanza è fatto il presidente del Consiglio e il suo governo».

Luca Squeri: le promesse da marinaio di Renzi - «Al momento dell'insediamento, Renzi promise il pagamento dei debiti della P.A. entro una quindicina di giorni. Poi, a Porta a Porta e sotto le Europee, assicurò il raggiungimento dell'obiettivo entro San Matteo, 21 settembre. Successivamente Del Rio ha spostato tutto in là, al 2015, per poi anticiparlo di nuovo, entro il 2014», ha ribadito il deputato di Forza Italia, Luca Squeri.
«Insomma, di data in data e di Santo in Santo, si è creato un balletto che ha disorientato le imprese, impedendo la minima programmazione dell'attività aziendale. La Cgia di Mestre certifica una lentezza impressionante nei pagamenti della P.A. (i nostri sono i tempi più lunghi in Ue), Tajani ammonisce il governo da tempo; la domanda è: ma di cosa si stupisce Padoan?»

Gelmini: le bugie su Tajani per nascondere i fatti -  «Il Pd attacca Tajani cercando di nascondere i fatti. Così non si aiutano le imprese e gli imprenditori Italiani. #BastaFallimentiPerCredito». Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati.