17 agosto 2018
Aggiornato 01:30

Pd, la guerra è iniziata: «Renzi disperato, con lui non ci riprenderemo mai»

Uno dei padri fondatori dei democratici, Goffredo Bettini: «Ha sbagliato tutto». Nel mirino il mancato dialogo con il M5s
Renzi, allora sindaco di Firenze, con Goffredo Bettini. Roma, 2013
Renzi, allora sindaco di Firenze, con Goffredo Bettini. Roma, 2013 (ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI)

ROMA - Primavera 2013. La rottamazione era nel suo clou. E lì scattò l'idillio tra Matteo Renzi e il grande regista del Partito Democratico, Goffredo Bettini. A distanza di meno di cinque anni quell'amore è ormai finito da tempo. Ma come ogni grande amore, non risparmia attacchi, critiche, frecciate. E se Renzi attende di capire che ne sarà dell'Italia col doppio pilota, Salvini e Di Maio, l'ormai ex big occulto del partito, colui che ha prima creato e poi distrutto Walter Veltroni e Ignazio Marino, che ha mandato Francesco Rutelli a schiantarsi al ballottaggio con Gianni Alemanno, che invano ha cercato di fare di Roma un laboratorio a livello nazionale, non può che sparare a zero sull'ex premier. Ma non lo fa sul misero risultato elettorale, bensì sulla - secondo lui - sbagliata gestione politica del post voto: «Con la formazione del nuovo governo basato sull'alleanza tra M5S e Lega, si rischia un vero e proprio arretramento di civiltà della Repubblica. E' il peggiore governo della storia repubblicana e, attualmente, il peggiore d'Europa. La pericolosità sta esattamente nella saldatura tra M5S e la Lega. Saldatura che non siamo riusciti (o non abbiamo voluto) evitare».

«Renzi sbaglia, sue idee disfattiste e disperate»
La linea di Renzi, per Bettini, secondo la quale la maggioranza degli italiani avrebbe votato per questa alleanza «è disfattista, e anche un po' disperata». Perché, semplicemente, «non è vero: gli elettori hanno votato per oltre il 30% per il partito di Di Maio e per oltre il 17% per Salvini». Numero decisamente lontani, secondo uno dei padri fondatori del Pd, da quella "maggioranza" che potrebbe dar vita a un governo stabile.

«Lega e M5s due partiti incompatibili»
Per Bettini la Lega Nord e il Movimento 5 stelle non sono solo «partiti lontani da noi, entrambi», ma «differenti, e per molti aspetti persino incompatibili. Pensarli come un blocco unico - aggiunge - è regalare alla destra lepenista una egemonia che credo e spero ancora non abbia. Così non ci riprenderemo mai. Così come non ci riprenderemo se sfideremo questo esecutivo a fare le cose peggiori e incredibili che hanno promesso in campagna elettorale».

Come far rinascere un nuovo Pd
«Noi ci riprenderemo se, anche in questa situazione drammatica, saremo capaci - sostiene Bettini - di mettere al centro dei nostri pensieri e azioni gli interessi dei cittadini e le condizioni di vita, innanzitutto, delle persone che soffrono e faticano a portare avanti la loro vita. Non credo essi abbiano voglia di aspettare che maturino le nostre vendette, mentre il governo fa strage dell'Italia. Ora e subito dobbiamo combattere dall'opposizione per contrastare i provvedimenti pericolosi e dannosi dell'esecutivo. E allo stesso tempo per strappare risultati costituendo un punto di riferimento positivo per il popolo. Per questo dobbiamo cercare continuamente di disarticolare l'alleanza ora al potere. Questo in Parlamento. Nel Paese dobbiamo rimettere i piedi sul terreno sociale; dobbiamo attraversare la rabbia così diffusa e volgerla ad un nuova speranza. E' il momento di dare la parola a fanterie diffuse e non a stati maggiori impegnati in una pura manovra politica», conclude Bettini.