28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Elezioni politiche 2018

Marine Le Pen e l'endorsement al duo Salvini-Di Maio

In un'intervista al Corriere, Marine Le Pen parla delle elezioni italiane e mostra apprezzamento per Matteo Salvini. Ma anche per il Movimento Cinque Stelle

ROMA - Matteo Salvini? È uno dei "nostri». La leader del Front National Marine Le Pen, in un'intervista al Corriere della Sera, lancia il suo endorsement per il numero uno del Carroccio, e disegna un fronte transnazionale che, a suo avviso oppone «da una parte loro (Macron e Angela Merkel, ndr), i post-nazionali, i mondialisti», e «dall'altra noi, i nazionali, sempre più forti in ogni Paese». Salvini, dunque, fa parte di quest'ultimo schieramento, e per lui Le Pen riserva parole di stima: «Il mio alleato al Parlamento europeo, Matteo Salvini, sta lavorando per costruire una coalizione allargata, cosa che mi fa molto piacere. Si rivolge a tutti coloro che mettono la lotta contro l'Unione europea al cuore del loro progetto». Ma nel calderone dei «nazionali» Marine Le Pen inserisce anche i pentastellati, anche se non si sbilancia su eventuali contatti con il Movimento di Beppe Grillo. Quello che le interessa, piuttosto, è che «le idee opposte all'Unione europea per come esiste oggi continuano ad avanzare», in tutta Europa. Poi, certo, specifica, «non abbiamo legami organici con loro, ma tutti partecipano comunque alla stessa dinamica, che punta a rimettere in questione l'Unione europea attuale, difesa da  Emmanuel Macron e Angela Merkel»

Una grande convergenza M5S-Lega?
L'erede del fondatore del Front National non sembra dunque contraria all'idea di una grande convergenza che, dopo le elezioni del 4 marzo, mettesse insieme i sovranisti di destra e quelli del Movimento, che pure, ad oggi, appaiono spesso contrapposti nel dibattito.  Nel caso, quindi, che il Movimento si posizionasse come primo partito, per la Le Pen un'alleanza con la Lega Nord non sarebbe da escludere, per ottenere una maggioranza in vista di Palazzo Chigi. Di certo, Le Pen ritiene che l'appuntamento elettorale italiano sia quello giusto per dare una «nuova scossa alla Ue», e addirittura possa lanciare «l'inizio di una nuova Europa», oltre che «una dimostrazione supplementare che i popoli sono opposti all'Unione europea per il modo in cui funziona oggi». Una prova «che i popoli vogliono ritrovare la libertà, la sovranità, insomma disporre di nuovo di loro stessi. Questa Unione europea non può continuare, le sue decisioni sono quasi sistematicamente nefaste per la sicurezza e la prosperità, e oltretutto vengono applicate a colpi di ricatti o di minacce».