24 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Politiche europee

Gentiloni lo ammette a Parigi: «L'Italia è un po' indietro rispetto alla media europea...»

Il presidente del Consiglio è intervenuto al vertice di Parigi insieme al presidente francese e alla cancelliera tedesca

Il premier Paolo Gentiloni al vertice G5 di Parigi
Il premier Paolo Gentiloni al vertice G5 di Parigi ( ANSA )

PARIGI - Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è convinto che la crescita economica europea sia stabile e che anche l'Italia sia sulla buona strada. Con il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e gli altri Capi di Stato e di Governo del G5 il premier ha partecipato alla conferenza stampa al vertice di Parigi. "La situazione economica credo sia stabile e di crescita nell'Eurozona, anche in Italia ci sono dati incoraggianti che confermano la velocità di crescita del nostro Paese», ha dichiarato Gentiloni. Ma non bisogna abbassare la guardia perché «se pensassimo che sulle questioni economiche e monterarie l'Europa si può rilassare perchè c'è la crescita, questo sarebbe un errore» ha affermato il presidente del Consiglio in un colloquio successivo con il Financial Times.

Gentiloni: Non bisogna rilassarsi
«Il risveglio non durerà per sempre. Il problema è: l'Europa si fermerà nel 2018 mentre aspetta la soluzione di governo in Germania e le elezioni italiane? Questa è la preoccupazione. Se si ferma, è un grande errore», ha sottolineato il premier. «La mia preoccupazione - ha spiegato Gentiloni - è che mentre il 2017 è stato l'anno del ritorno dell'ambizione europea, possiamo vedere una eccessiva prudenza nel 2018. Se non fossimo ambiziosi adesso che abbiamo una crescita stabile e molto diffusa in tutta l'eurozona e anche vuoti geopolitici da riempire, noi perderemmo davvero una opportunità e torneremmo indietro a mettere in discussione l'utilità strategica del progetto».

L'occasione da non perdere
In particolare sulla politica migratoria, sottolinea il premier, «l'Europa non può arrendersi sulla solidarietà comune». L'idea che ogni Paese faccia le sue scelte, con la storia e la geografia a decidere a chi tocchi - se a Grecia, Italia, Spagna o, anche alla Polonia se ci sarà una crisi nel Nordest europeo - «non può esserci perché serve una politica comune».E ora si tratta di cogliere un'altra occasione importante secondo il premier: dopo una crisi economica molto rilevante l'Eurozona attraversa un momento di crescita stabile e diffusa in tutti i Paesi e «faremo di tutto per spingere l'insieme dell'Unione a cogliere questa occasione per lo sviluppo e per il lavoro». Gentiloni ha ammesso che «siamo un po' indietro rispetto alla media europea» - ricordiamo che l'Italia al momento è il fanalino di cosa dell'Unione europea -, ma l'Ocse parla di ritmo, di velocità, e secondo il premier questo di per sé è «un fatto incoraggiante per le nostre imprese, per il lavoro, per i problemi sociali».

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