3 dicembre 2022
Aggiornato 19:30
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Francesco Lollobrigida: «Nutriscore? Un freddo spettro di colori che non porta da nessuna parte»

«Giornata produttiva e proficua» per l'esordio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida al Consiglio Agricoltura dell'UE

Il Ministro Francesco Lollobrigida
Il Ministro Francesco Lollobrigida Foto: Unione Europea

BRUXELLES - «Giornata produttiva e proficua» per l'esordio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida al Consiglio Agricoltura dell'Ue. Lo ha riferito lo stesso ministro incontrando la stampa a margine della riunione, oggi a Bruxelles. Il ministro ha ribadito, in particolare, la posizione italiana tradizionalmente e fortemente contraria al «Nutriscore», l'indicatore nutrizionale a semaforo che penalizza gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri e calorie, grassi saturi e sale. E ha sottolineato la necessità di rendere le ambizioni ambientali compatibili con lo sviluppo delle attività economiche e con la necessità di aumentare la produzione agroalimentare in Europa.

«Ho avuto modo di confrontarmi - ha detto Lollobrigida - con il commissario europeo all'Agricoltura Janusz Wojciechowski, con il quale abbiamo potuto puntualizzare gli interessi dell'Italia nell'ambito dello sviluppo delle politiche agricole in Europa, che permetteranno senza dubbio di perseguire una politica sostenibile, ma - ha precisato - che sia anche compatibile con le attività produttive, con la ricerca e la valorizzazione di un settore che noi consideriamo strategico: quello agricolo e della pesca».

Nell'ambito della discussione in Consiglio Ue sulle misure per la riforestazione, ha continuato il ministro, «abbiamo avuto modo di sottolineare l'interesse dell'Italia ad avere un progetto in Europa che metta in condizione di omogeneizzare le politiche sull'afforestazione, in modo da rendere compatibile lo sviluppo delle foreste, la riduzione della presenza di anidride carbonica nell'aria, ma con lo sviluppo delle attività connesse».

Riguardo alla pesca, Lollobrigida ha sottolineato «quanto sia critico questo settore, e vada messo in condizione chi oggi svolge quella attività di poter continuare a produrre e a valorizzare una tradizione che in Italia, in particolare, viene messa in crisi anche da vicende contingenti». In particolare «la criminale aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, ha portato a un aumento del costo dei carburanti e quindi una criticità che oggi i nostri pescatori si trovano ad affrontare. Da questo punto di vista, l'Italia ha già sviluppato con attenzione, in linea con le politiche europee, degli interventi, e ne svilupperà ancora».

Il ministro ha aggiunto di aver incontrato in bilaterale, durante il Consiglio, «il ministro della Polonia, il ministro austriaco, il ministro spagnolo e il ministro francese. Con tutti - ha riferito ancora - abbiamo trovato che ci sono molti punti di contatto, comuni interessi, volontà di lavorare in sintonia, in difesa della qualità, in difesa dello sviluppo. E certamente in difesa dell'ambiente». Tuttavia, ha proseguito, questa difesa dell'ambiente deve considerare che «ci troviamo in una situazione nella quale i cittadini europei hanno scoperto di non essere indipendenti dal punto di vista degli approvvigionamenti, ed è quindi necessario - ha avvertito - contemperare la difesa dell'ambiente, il raggiungimento di un minor impatto ambientale del modello di sviluppo dell'agricoltura», con una posizione che «tenga conto della necessità di maggiori produzioni all'interno di questo continente, che conservino la possibilità dei nostri cittadini di avere sufficiente cibo, a prescindere da quello che avviene».

«E voglio aggiungere - ha detto ancora Lollobrigida - sufficiente cibo di qualità: è un altro elemento che noi riteniamo indispensabile. L'Italia e anche le altre nazioni hanno necessità di sviluppare politiche che tengano conto che il cittadino l'utente finale debba avere prodotti di qualità». Il ministro ha poi detto di aver «richiamato tutti i paesi all'attenzione che ci deve essere rispetto all'informazione per il consumatore finale; un'informazione che deve essere la più ampia possibile. Ma non riteniamo ci debbano essere invece strumenti che dal punto di vista della informazione non sono sufficienti, e dal punto di vista del condizionamento del consumatore sono addirittura pericolosi, e tra questi riteniamo vi sia il Nutriscore», definito «un freddo spettro di colori che non porta da nessuna parte». Sul Nutriscore, «non abbiamo ricevuto posizioni ufficiali, ma la nostra sensazione è che tutti abbiano la consapevolezza che questo non può essere uno strumento, così come lo si è descritto, che garantisca appieno il consumatore finale e che sia davvero e oggettivamente utile all'economia di questa nostra Europa».

«Ripeto, noi abbiamo posto questo problema a tutti. Entreremo sul piano tecnico cercando di proporre un lavoro di informazione al consumatore finale che sia più approfondito, che sia più chiaro, che lo metta in condizioni di sapere quello che mangia. E che non sia invece - ha puntualizzato Lollobrigida - uno strumento che tende ad avvantaggiare alcuni modelli, addirittura alcune aziende rispetto all'interesse che viene sbandierato, quello della difesa del consumatore», ha concluso il ministro.

(con fonte Askanews)