Regionali Sicilia 2017

Sicilia, arrestato il primo «impresentabile» di Musumeci: è il neodeputato Udc Cateno De Luca, che ammette: me l'aspettavo

E' durata poco, anzi pochissimo, l'avventura politica del neo deputato regionale siciliano Cateno De Luca

Una foto tratta dal profilo Facebook del neo deputato regionale dell'Udc Cateno De Luca arrestato con l'accusa di evasione fiscale e posto ai domiciliari
Una foto tratta dal profilo Facebook del neo deputato regionale dell'Udc Cateno De Luca arrestato con l'accusa di evasione fiscale e posto ai domiciliari (ANSA)

PALERMO - E' durata poco, anzi pochissimo, l'avventura politica del neo deputato regionale siciliano Cateno De Luca. I Carabinieri e la Guardia di Finanza di Messina lo hanno arrestato in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal gip messinese, che ha fatto mettere le manette anche al presidente della Fenapi (Federazione Piccoli Imprenditori) Carmelo Satra. I due sarebbero stati i promotori di un'associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di una cospicua evasione fiscale di circa 1 milione 750 mila euro. De Luca è stato eletto due giorni fa tra le fila dell'Udc, lista che sosteneva la candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione. Dalle indagini è stato individuato un complesso reticolo societario facente capo alla Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori e alla società CAF FE.NA.PI. s.r.l., riconducibile, direttamente o indirettamente, a De Luca e a Satta, utilizzato, nel corso del tempo, per realizzare un sofisticato sistema di fatturazioni fittizie finalizzate all'evasione delle imposte dirette ed indirette.

Come evadevano
Lo schema evasivo emerso prevedeva l'imputazione di costi inesistenti, da parte della Federazione Nazionale a vantaggio del CAF FENAPI s.r.l., individuato quale principale centro degli interessi economici del gruppo criminale. La frode si è sviluppata basandosi sul trasferimento di materia imponibile dal CAF alla Federazione Nazionale, in virtù del regime fiscale di favore applicato a quest'ultima, che ha determinato un notevole risparmio di imposta. Oltre ai due arrestati, sono state denunciate a piede libero altri 8 associati. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente sia nei confronti degli arrestati che nei confronti della società CAF FENAPI s.r.l..

La nota di difesa dell'Udc
"L'Udc ha appreso dalla stampa la notizia dell'arresto di De Luca. L'Udc ha avuto la massima diligenza nella formazione delle liste elettorali a tutela del partito e dei cittadini-elettori» si legge in una nota diffusa dall'Ufficio stampa nazionale Udc. «Abbiamo chiesto a tutti i candidati dell'Udc e dei movimenti ad esso associati tra cui anche Sicilia Vera il certificato del casellario giudiziario e quello dei carichi pendenti a tutela dei Cittadini e della Onorabilità del Partito». I centristi si dicono comunque «convinti che De Luca sarà in grado di chiarire i fatti e di dimostrare la sua innocenza».

La replica di De Luca: "Me l'aspettavo"
Dal suo profilo Facebook giunge immediata la replica del diretto interessato De Luca: "Sapevo già che mi avrebbero arrestato, perché già certi ambienti mi avevano avvertito». "Oggi più di ieri vi dico che anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici, archiviati o con sentenza di assoluzione - scrive -. Nei prossimi giorni saprete il perché non vogliono che io faccia il sindaco di Messina. Ringrazio i militari che stamattina alle ore 7,25 hanno suonato alla mia porta per arrestarmi in quanto sono stati un esempio di professionalità, gentilezza e riservatezza. Io li aspettavo da qualche giorno». De Luca è agli arresti domiciliari nel suo paese, Fiumedinisi, e, spiega "penso solo a preservare mia moglie, i miei figli, la mia famiglia dall'ulteriore calvario giudiziario che li attende. Chiedo scusa ai miei sostenitori ed elettori per ciò che subiranno nei prossimi giorni. Dedico questa ulteriore battaglia ai perseguitati dell'ingiustizia che non hanno avuto la forza ed i mezzi per ottenere giustizia. State sereni, io non mollo".

Cancelleri denuncia il silenzio dei media
Dopo i continui allarmi lanciati in merito alle liste stracolme di impresentabili, durissima la reazione del M5s. «Cateno De Luca dell'Udc è il primo impresentabile arrestato di Nello Musumeci. Lo hanno eletto all'assemblea siciliana neppure 48 ore fa: un record storico. La notizia non ci coglie di sorpresa, anzi la meraviglia è che ci si meravigli» ha chiosato sul blog di Beppe Grillo Giancarlo Cancelleri in un post dal titolo "Arrestato il primo #impresentabile eletto con Musumeci: ora chiedete scusa ai siciliani». La presenza di De Luca nelle liste di Musumeci «la denunciai un mese fa, il 9 ottobre, con un lunghissimo post con l'elenco di tutti gli impresentabili di Musumeci e un video». E ora è realtà, a quanto pare. "Oggi viene arrestato - aggiunge il candidato governatore M5s sconfitto - ma ormai il danno è fatto. De Luca non sarebbe mai dovuto essere candidato al Parlamento Siciliano. Quando lo denunciai i media nazionali stettero in silenzio, complici degli impresentabili. Avrebbero dovuto fare il loro dovere e informare i cittadini sullo schifo che si trovava nelle liste perché non era una questione politica, ma di legalità".

"97mila voti di condannati, arrestati e indagati"
Cancelleri attacca anche il sistema mediatico per il "silenzio" sugli impresentabili osservando che "solo oggi, dopo che le elezioni si sono svolte e gli impresentabili hanno fatto incetta di voti, consegnando una vittoria contaminata al centrodestra, lo mettono in prima pagina». I voti raccolti «da condannati, arrestati e indagati per fatti gravi, sono secondo i dati oltre 97mila». Senza di loro il Movimento 5 Stelle sarebbe alla guida della Regione Siciliana. «E di questo le colpe sono a parimerito della vecchia politica e dei media, che hanno consegnato le chiavi della Sicilia a una banda di impresentabili di cui il primo è stato arrestato dopo un giorno» denuncia. «Da oggi la maggioranza di Musumeci si regge su un arrestato ai domiciliari per evasione fiscale. Senza di lui infatti la maggioranza non c'è. De Luca dovrebbe avere la dignità di dimettersi subito assieme a tutti gli altri impresentabili eletti l'altro giorno. Musumeci chieda scusa ai siciliani per quest'onta indelebile».

Corrao: "Un'ammucchiata senza senso di impresentabili tenuta in piedi da interessi vergognosi"
Gli fa eco l'eurodeputato pentastellato Ignazio Corrao: "Lo avevamo detto: la coalizione che sostiene Musumeci è un'ammucchiata senza senso di impresentabili tenuta in piedi da interessi vergognosi». Soltanto quarantotto ore dopo l'elezione Musumeci perde così già la sua risicata maggioranza e la sua coalizione degli impresentabili il primo pezzo. Il M5S ha ottenuto un risultato "incredibile" denunciando continuamente una "situazione indegna tra l'indifferenza generale, compresi gli organi di informazione. Ora qualcuno, anzi più di qualcuno, deve delle scuse a noi e ai siciliani".

Ardizzone: "Ho tenuto lontana la mafia dal Palazzo"
Tra i primi a parlare dopo l'arresto è anche il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, che non è affatto meravigliato: "Purtroppo avevo chiesto, inutilmente, che i partiti verificassero gli impresentabili, gente nota all'opinione pubblica, che non risparmia nessun partito». "I partiti avevano questo dovere, ma i candidati presidenti dovevano avere la forza e il coraggio di imporre ciò nella formazione delle liste - ha aggiunto -. In questi anni, Ardizzone dice di aver fatto di tutto per "tenere lontana dal Palazzo" la mafia, che c'è e resiste e, purtroppo, è tornata. Perché la corruzione è mafia. "Mi auguro", conclude, "che Musumeci, che ne ha le qualità, sappia resistere alle sollecitazioni che gli impresentabili sicuramente gli faranno. Se, per necessità, Musumeci si è fatto carico in queste elezioni del loro voto, una volta eletto, dovrà avere il coraggio, che non gli manca, di tenerli fuori".

Bindi: "Fatto gravissimo"
«Un fatto gravissimo» anche per Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, che commenta a margine di un convegno a Roma sulla nuova disciplina antiriciclaggio. "Il nome di De Luca - ha spiegato - era stato segnalato non solo da Cancelleri, ma anche dalla Prefettura e dalla Procura. È l'ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l'elettorato nel nostro Paese sono inadeguati e insufficienti». "Non solo per i tempi a disposizione delle Commissioni elettorali per valutare la regolarità della situazione giuridica dei candidati, in base alle leggi, in particolare alla legge Severino".