10 dicembre 2019
Aggiornato 04:30
Legge elettorale

Verdini: «Pronti a votare Rosatellum, Ius soli, testamento biologico»

«Dicono che questa legge sia figlia mia, al massimo è mia nipote», ha detto il leader di Ala in Senato durante il voto finale sul Rosatellum

ROMA - «Dicono che questa legge sia figlia mia, al massimo è mia nipote» perché «è frutto di un compromesso ma onestà intellettuale vorrebbe che si aggiungesse a ciò che tuta legislatura è stata un compromesso». Lo ha detto Denis Verdini parlando in Senato durante il voto finale sul Rosatellum. «Intervengo - spiega - perché tirato per la giacca, a chi mi insulta non rispondo, credo sia giusto e opportuno essere qua, per rispondere, spiegare e capire. Questa è una buona legge elettorale, non è né un colpo di mano né un colpo di Stato, le parole in politica sono pietre. Ovvio, questa non è la migliore legge elettorale ma leggi perfette non esistono e questa è la migliore possibile in questo momento storico e in questo parlamento».

«In quest'aula, quando si è trattato di contare i nostri voti, si è rinnegata perfino l'aritmetica, e a qualcuno regalerò un abaco, ma questo consente di rivendicare a me stesso e al mio gruppo, con orgoglio, tutto quello che abbiamo fatto, a partire dal ruolo di supplenza politica che abbiamo svolto, tutelando la stabilità e l'interesse del Paese, ogni volta che un provvedimento ci è sembrato andare nella direzione giusta, ignorando gli stupidi strali che ci venivano quotidianamente rivolti», ha detto  Verdini. «Siamo stati leali con Letta, con Renzi e anche con Gentiloni, nonostante la sua costante indifferenza», ha aggiunto.

«Dicono che è cambiata la maggioranza. Non è vero, noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino alla fine della legislatura. Io - aggiunge - ho problemi giudiziari, ho sempre rispettato i giudici e pretendo come tutti il rispetto costituzionale della presunzione di innocenza, ma quest'aula stranamente a volte se ne dimentica e approfittando strumentalmente di queste vicende, si rende inefficacie la nostra fattiva presenza in Parlamento che è stata costantemente vilipesa. Una volta si diceva appoggia esterno, adesso si parla di appoggio fantasma, coniato per noi. Lo stanno anche i sassi che qui non c'è mai stata vera maggioranza politica«. «Per quel che mi riguarda, ma lo dico a titolo strettamente personale, io sarei pronto a votare lo ius soli anche domani, in coerenza con quanto già fatto per la legge sui minori non accompagnati». Quella secondo cui mi sarei candidato all'estero «é una delle tante stupide falsità dette su di me" in merito al Rosatellum, "non so se mi ricandiderò ma se lo faro lo farò in Italia», ha concluso il leader di Ala.