21 settembre 2019
Aggiornato 21:31

Berlusconi rinnega le larghe intese e annuncia: «Il nome del premier lo sceglierà Forza Italia»

Silvio Berlusconi rinnega le larghe intese e punta il tutto per tutto sulla ritrovata armonia con il Carroccio. Ma lancia un avvertimento a Matteo Salvini sulla leadership

Silvio Berlusconi rinnega le larghe intese e lancia un avvertimento a Matteo Salvini.
Silvio Berlusconi rinnega le larghe intese e lancia un avvertimento a Matteo Salvini. ANSA

ROMA – Silvio Berlusconi rinnega le larghe intese e punta il tutto per tutto sulla ritrovata armonia con il Carroccio. Gli ultimi sondaggi danno per vincente alle prossime elezioni la coalizione di centrodestra composta da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, e l’ex Cav sembra crederci più che mai nonostante qualche tensione apparente tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Berlusconi prevede di tornare a governare e «di cambiare il Paese» con gli alleati populisti puntando su «un centrodestra aperto e plurale, formato non da professionisti della politica ma da persone che nella vita professionale, nel lavoro, nell’impresa, nella cultura, nell’impegno civile, abbiano dimostrato onestà assoluta, serietà, capacità concrete di realizzare le cose, di saper raggiungere con l’intelligenza, il lavoro e il sacrificio i traguardi che si sono dati». Il leader di Forza Italia  non vuole svelare ancora il nome del candidato premier della coalizione, ma al Corriere della Sera annuncia di essere già d’accordo con Salvini sul fatto che verrà deciso dalla forza politica che prenderà più voti alle prossime elezioni. E per la prima volta non è avaro di complimenti verso il leader leghista, definendolo «un interlocutore serio e ragionevole».

Chi farà il premier?
Nonostante i convenevoli, però, Berlusconi ha le idee ben chiare e certamente non prevedono un premier della Lega Nord. «Con Salvini siamo d’accordo sul fatto che la forza politica del centrodestra che prenderà più voti sarà quella che indicherà al capo dello Stato il nome del premier per l’intera coalizione. Ma io non ho alcun dubbio sul fatto che quel nome lo dovremo indicare noi», ha sottolineato. «Stiamo valutando diverse figure, ma naturalmente non ne nominerò nessuna, visto il polverone mediatico che si era sollevato quando in passato avevo citato qualche nome solo a titolo di esempio per indicare una tipologia di candidato», ha aggiunto. Per il momento, quindi, l’ex Cav preferisce non sbilanciarsi sulla sua candidatura, salvo sottolineare che la sua è da sempre una missione per il bene del Paese: «Sono qui esclusivamente per senso di responsabilità nei confronti dei miei figli, dei miei nipoti, degli italiani che mi hanno dato in vent’anni più di 200 milioni di voti».

La rivoluzione liberale di Berlusconi
Nonostante la veneranda età anagrafica, Berlusconi non perde il suo piglio: «Nella mia vita quando mi sono dato un traguardo l’ho sempre raggiunto, anche quando tutti erano scettici e ironizzavano prevedendo un mio fallimento . A maggior ragione non rinuncerò questa volta al traguardo più importante di tutti: la rivoluzione liberale per cambiare alla radice il Paese che amo salvandolo dall’oppressione fiscale, dall’oppressione burocratica, dall’oppressione giudiziaria». E se Forza Italia è data intorno al 15% poco male, perché il suo presidente è pronto alla rimonta: «Nel 2013, in ventitré giorni di campagna elettorale, ho fatto ricuperare 10 punti a Forza Italia. Stavolta abbiamo davanti 5 o 6 mesi che dedicherò principalmente a questo». Salvini e Meloni sono avvisati.