6 aprile 2020
Aggiornato 04:30
Lavoro

Più lavoro ai migranti, meno agli italiani: l'accordo per offrire un lavoro a 13mila immigrati

In Emilia Romagna è stato siglato l'accordo tra Prefetture, Coop e Comuni per dare lavoro a 13mila migranti mentre in Italia dilaga ancora la disoccupazione giovanile

In Emilia Romagna è pronto l'accordo per dare lavoro a 13mila migranti.
In Emilia Romagna è pronto l'accordo per dare lavoro a 13mila migranti. ANSA

BOLOGNA - Più lavoro ai migranti (volontario e quindi non retribuito, oppure sottopagato) e meno agli italiani. Sapevamo già che sarebbe andata così. Ma non ci aspettavamo che il punto di non ritorno sarebbe stato così vicino. L’accordo tra Prefettura, Coop e Comuni per dare lavoro a 13mila migranti è già realtà.  In Emilia Romagna le istituzioni si sono adoperate per firmare un protocollo d’intesa che offrirà un’occupazione ad almeno 13mila immigrati volontari. In quanto «volontari» lavoreranno a titolo gratuito, cioè non percependo alcuna retribuzione per l’attività svolta. Davvero un bocconcino appetitoso per i datori di lavoro, che disporranno di 13mila persone pronte a spaccarsi la schiena, ma senza diritti e senza salario. Certo, si dirà che si tratta di lavori socialmente utili: come la manutenzione delle aree verdi comunali e la pulizia degli edifici pubblici o delle strade. O quelli che nessun italiano vuole più fare: come l’assistenza ad anziani, malati e disabili. Ma la realtà è ben diversa. E’ un altro colpo mortale al diritto del lavoro. E un altro, terribile affronto ai lavoratori italiani e a quelli che un lavoro non ce l’hanno.

13mila migranti a lavoro gratis
Come riporta La Verità, «i comuni elaboreranno dei progetti che condivideranno con le cooperative, le quali impiegheranno richiedenti asilo (volontari) in attività socialmente utili». Lavori che prima erano realizzati da società retribuite e i cui dipendenti probabilmente ora dovranno lasciare il passo ai migranti volontari che lavoreranno gratis . Un bel risparmio per i datori di lavoro. Non c’è che dire. E chi sono, in questo caso? Comuni, per lo più. Il protocollo prevede diverse ore di volontariato per la manutenzione del verde pubblico, delle piazze e dei giardini comunali. Ma non solo.

Addio a infermieri e badanti, ci pensa il richiedente asilo
Alcuni migranti si occuperanno dell’assistenza ad anziani, disabili e malati: con quale preparazione e con quale professionalità? Perché anche per occuparsi di un’anziana c’è bisogno di essere competenti. Per questo esistono delle figure professionali ad hoc: come infermieri e badanti. E invece no. Meglio lasciare i nostri cari nelle mani di persone non qualificate, ma rigorosamente non retribuite. I firmatari dell’accordo assicurano che «l' attività di volontariato non si configura in alcun modo come sostitutiva delle normali attività di lavoro strutturato e retribuito".  Ma sarà davvero così? Crediamo sia lecito porci qualche interrogativo al riguardo.

A chi è rivolto il progetto di Prefettura, Coop e Comuni
Sul lavoro dei migranti vigilerà un tutor, che dovrà controllare l'andamento del progetto e gestire gli aspetti della formazione e socializzazione. Alla fine, verrà fatto un rapporto preciso sulle attività in modo da decidere se è stato positivo o negativo. Il costo dell'iniziativa è pari a circa 100mila euro (di soldi pubblici) che verranno utilizzati per pagare le assicurazioni dei migranti. L’accordo coinvolgerà tutti i migranti – non solo i richiedenti asilo – interessati, anche quelli che si sono rivolti alla magistratura per un ricorso.

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