16 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Lavoro

Istat, Renzi esulta: «Vicini al milione di posti di lavoro, spariti i gufi anti-Jobs Act»

Anche questa volta Matteo Renzi non ha perso l'occasione di intascarsi il merito degli ultimi dati Istat sul lavoro. Che però, come spesso accade, non dicono tutto

Il segretario Pd Matteo Renzi
Il segretario Pd Matteo Renzi ANSA

ROMA - Mentre si avvicina a grandi passi una campagna elettorale che si preannuncia infuocata, gli ultimi dati Istat sembrano, almeno all'apparenza, giocare a favore del Pd. L'opportunità di intascarsi il merito non è affatto sfuggita a Matteo Renzi, che ha esultato su Facebook con queste parole: «Sono usciti oggi i nuovi dati Istat sul lavoro. E i risultati sono chiari: continua a scendere la disoccupazione, continua a crescere il numero dei posti di lavoro. Sono spariti i gufi anti JobsAct e tutti quelli che in questi anni hanno urlato e protestato scelgono la linea del silenzio. Bene». Renzi continua: «A noi non interessa, però, che ci sia data ragione per il passato: a noi interessa che ci venga dato ascolto per il futuro. Perché solo continuando a ridurre le tasse (come abbiamo iniziato a fare con Irap, Ires, Imu, 80euro, Superammortamenti, Sabatini, Patent Box, Pir) l'Italia potrà continuare a far calare la disoccupazione, anche giovanile. Non dateci ragione per il passato, dateci ascolto per il futuro", aggiunge.

Quasi 1 mln di posti di lavoro
Dopo l'esultanza, le promesse e gli slogan elettorali: «E nella prossima legislatura, con il progetto "Tornare a Maastricht" saremo in grado di raddoppiare gli ottimi risultati di questi anni. Siamo quasi a un milione di posti di lavoro dal febbraio 2014 ad oggi (PIU' 978.000 posti di lavoro!). Ma non ci basta, noi vogliamo di più, l'Italia merita di più. Senza polemiche, senza rabbia, senza insulti, noi siamo quelli che dicono: andiamo avanti. Non dateci ragione, dateci ascolto; e vedrete che i numeri miglioreranno ancora. Passo dopo passo, avanti insieme», conclude Renzi.

I dati non dicono tutto
Come sempre, però, la lettura e l'interpretazione dei dati è soggetta a più interpretazioni. E soprattutto, i (modesti) segni più non dicono tutto: a volte, anzi, non dicono quasi nulla. Che senso ha esultare per l'aumento di posti di lavoro, se quei posti di lavoro sono più precari e sottopagati che mai? Se lo sono chieste le opposizioni, che, da sinistra a destra, hanno protestato contro l'entusiasmo, per loro fuori luogo, del segretario Pd. "L'Istat oggi dice che l'aumento dell'occupazione ad agosto dello 0,2% è interamente dovuto ai contratti precari in periodo stagionale estivo, gli inattivi rimangono stabili, si raggiunge il massimo storico dei contratti a termine. Renzi festeggia pure e dice di dargli ascolto per il futuro. Certo, un futuro di contratti a scadenza. Roba da matti" afferma Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana.

Esercito di precari
Dello stesso avviso anche Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera: «Perché Matteo Renzi in sue dichiarazioni omette di dichiarare che presunti nuovi posti lavoro sono 97% precari o magari solo di poche ore?", scrive su Twitter. «Grazie al governo Matteo Renzi in Italia abbiamo un esercito di poveri, di disoccupati e di precari. E lui a fare elogio Jobs Act...», sottolinea in un successivo tweet. E ancora: «Con posti lavoro precari e da poche ore creati da Jobs act di Matteo Renzi vediamo quanti cittadini possono avere il mutuo...». «Dati occupazione: questo mese aumentano discretamente solo quelli a termine. Permanenti addirittura diminuiscono. Classi età di mezzo penalizzate», conclude Brunetta.