16 ottobre 2019
Aggiornato 14:31

Al via Atreju 2017, Salvini, Toti, La Russa, Santanché e gli altri «patrioti» riuniti intorno a Giorgia Meloni

Una sala gremita, una platea attenta e partecipe. Più di 1000 persone oggi hanno popolato le Officine Foro Italico in occasione della inaugurazione di Atreju 2017, la grande manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia e dalla sua presidente Giorgia Meloni

ROMA - Una sala gremita, una platea attenta e partecipe. Più di 1000 persone oggi hanno popolato le Officine Foro Italico in occasione della inaugurazione di Atreju 2017, la grande manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia e dalla sua presidente Giorgia Meloni. Insieme a lei, a raccolta, i vari compagni di viaggio che condividono le tre priorità politiche che Meloni ha così sintetizzato: «Italia, Italia, Italia». In tre parole, «prima gli italiani», ha urlato Meloni dal palco della sala Italo Balbo, ricordando che il titolo scelto per l'evento, «E' tempo di patrioti», non è affatto casuale. «Atreju compie vent'anni, dietro ad Atreju siamo diventati tutti vecchi, abbiamo cominciato ad organizzarla che eravamo giovanissimi. È una manifestazione che ci ha dato grandi soddisfazioni e che ha rappresentato, in un tempo in cui è cambiato tutto, un punto di riferimento, con una comunità, con una storia, con una identità politica che esiste: è viva e vegeta e continua a portare avanti le sue idee», ha detto Meloni. 

Meloni: ci chiedono discontinuità
L'intenzione della Presidente di FdI, che nei suoi brevi saluti non ha voluto anticipare il contenuto del suo discorso di domenica, era quella di riunire tutti coloro che, nelle ultime settimane, sono stati protagonisti di dibattiti a distanza sulle pagine dei giornali: perché, spiega Meloni, la gente chiede discontinuità dalle attuali politiche, una discontinuità che non può essere garantita né dal servilismo di Renzi, né dall'inesperienza dei Cinque stelle. La sfida, per il centrodestra, è dunque quella di prendersi la responsabilità di rendere l'Italia di nuovo orgogliosa di se stessa.

Salvini: il vero indicatore economico? I nuovi nati
Chi non ha voluto parlare di alleanze e coalizioni è stato Matteo Salvini. A che cosa divide il centrodestra, Salvini preferisce parlare di cosa lo unisce. «Primarie, controprimarie, qualcuno le vuole, qualcuno non le vuole»: non sono questioni a cui il leader della Lega vuole dare priorità. Soprattutto non lo è la legge elettorale, che, ha scherzato Salvini, gli interessa meno di «un film muto bulgaro degli anni Trenta». Attenzione, insomma, alle questioni che interessano gli italiani, come il destino dei concittadini terremotati, l'immigrazione, il lavoro. «A me interessa che si vada a votare il prima possibile», ha detto Salvini, «perché in questo Paese la democrazia è stata sospesa per troppo tempo». Sul fatto che il centrodestra, l'anno prossimo, sarà al governo, il leader del Carroccio ha pochi dubbi; e quando ciò avverrà, ha dichiarato, oltre agli indicatori economici tradizionali, «io giudicherò i risultati del nostro governo da un indicatore non tanto economico, ma soprattutto sociale: da quanti bambini torneranno a nascere in Italia».

La Russa: sintesi necessaria
Tra i «patrioti» anche Ignazio La Russa, che ha introdotto la manifestazione mettendo l'accento sulla sicurezza, senza la quale nessun diritto costituzionalmente garantito è tutelato. «Anche qui le ricette possono essere diverse», ha osservato, «ma troveremo la sintesi», ha promesso. Così come, ha proseguito, il centrodestra troverà una sintesi sul tema «caldo» dell'immigrazione. Altro argomento fondamentale, il futuro dell'Europa: «Questa Europa della Merkel non ci piace», ha detto La Russa, che ha puntualizzato la necessità di trovare su questo punto una quadra anche «con gli amici che sono nel Partito popolare europeo». Il riferimento, naturalmente, è a Forza Italia e Silvio Berlusconi, convitato di pietra dell'intera manifestazione.

Santanché: l'Italia deve essere nostra
Direttamente dal partito del Cavaliere è intervenuta Daniela Santanché, che ha rivendicato la necessaria alterità dei patrioti di centrodestra. «Stare da una parte vuol dire credere che l'Italia deve essere nostra», ha detto la «pitonessa», paragonando la patria alla propria casa. Una casa in cui si possono accogliere alcuni amici, ma che soprattutto si deve proteggere dagli invasori. E a chi la accusa di essere «estremista, fascista, razzista», la Santanché risponde: «No, sono semplicemente italiana».

Romani: ius soli, il terreno su cui la sinistra scivolerà
Sempre da Forza Italia è intervenuto anche il senatore Paolo Romani, che si è scagliato contro lo ius soli, sostenendo che potrebbe essere il terreno su cui la sinistra scivolerà definitivamente. Perché, ha affermato, se il Pd insisterà su quella linea, verrà bocciato dalle urne perché estremamente lontano dalla sensibilità del Paese. Romani ha poi rivendicato a Forza Italia la paternità del provvedimento con cui si sono mandate le navi in Libia a bloccare le partenze dei migranti: un risultato che dimostra quanto il centrodestra possa incidere efficamente sulla vita del Paese.

Fitto e Quagliariello: no fermo allo ius soli
Ius soli anche al centro dell'intervento di Raffaele Fitto, secondo cui è inaccettabile che un provvedimento che cambia la fisionomia sociale dell'Italia venga approvato da un Parlamento delegittimato e al termine della legislatura. Anche per Gaetano Quagliariello, leader di Idea, la «cittadinanza facile» è un provvedimento che avrà pessime conseguenze. Ma soprattutto, ha detto Quagliariello, la verità è che i figli degli immigrati hanno già tutti i diritti, tranne uno: quello di voto. Diritto che, facendo richiesta per ottenere la cittadinanza a 18 anni, otterranno in automatico con lo status di cittadino. Soprattutto, secondo Quagliariello, c'è bisogno di persone normali che governino il Paese, che sappiano capire le esigenze della gente.

Parisi: un Paese da ricostruire
E' intervenuto sul palco anche Stefano Parisi, già sfidante di Beppe Sala a Milano, e oggi nuovo volto del centrodestra italiano. Un centrodestra che, ha detto, è probabile che vinca le elezioni, se non altro a causa della grave crisi che sta vivendo la sinistra e a causa delle grosse difficoltà politiche incontrate dai Cinque Stelle. «Là fuori», ha detto Parisi, «c'è un Paese da ricostruire», pieno di problemi da risolvere: dalla disoccupazione all'insicurezza, fino ad arrivare all'immigrazione incontrollata. Il centrodestra, insomma, dovrà lavorare sulle «ricette, con le persone giuste», e sulle «soluzioni».

Toti: ecco le sfide che dovremo affrontare
Temi cruciali che ha ripreso, nel suo intervento, il governatore della Liguria Giovanni Toti, che, tra le altre cose, ha dedicato alcune parole di biasimo alla legge Fiano. E che ha anche voluto ricordare il peso che le inutili sanzioni alla Russia hanno sulla nostra economia. Tutti nodi che, insieme alle continue sfide poste da un mondo in continua evoluzione, il centrodestra dovrà dimostrare di saper sciogliere. Evitando di fissare, anziché la luna, il dito che la indica, metafora usata dal governatore ligure per indicare la legge elettorale.

Berlusconi, il convitato di pietra
Un centrodestra con le idee chiare, e che, pur nelle diversità, trova la quadra nella parola più essenziale di tutte: patria. Ma qualche criticità resta. Perché il grande assente è lui, Silvio Berlusconi, il vero convitato di pietra dell'evento, che rivendica continuamente, sui giornali, la leadership della coalizione di centrodestra. I «patrioti» che oggi sono saliti sul palco - perlomeno la maggior parte - non sono sembrati però concordi con il Cavaliere. Il più eloquente segno dei tempi lo offre una vignetta proiettata sul maxi-schermo, raffigurante un Berlusconi nei panni del «sovrano dei sovranisti» che snobba la festa dei giovani di Fratelli d'Italia. E le pur giustificatissime risate dei presenti non hanno potuto nascondere la realtà dei fatti: se il centrodestra vuole davvero andare al governo, la questione della leadership - che poi pertiene intimamente a quella dell'identità politica - andrà affrontata una volta per tutte.