15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Giorgia Meloni replica a Di Maio: «Da Orban nessuna ingerenza, fotografa realtà»

Il premier ungherese attacca l'esecutivo rosso-giallo. Platea in visibilio, ma Pd e grillini fanno gli offesi: «No ingerenze». Romano: «Meloni si vergogni»

Viktor Orban e Giorgia Meloni ad Atreju
Viktor Orban e Giorgia Meloni ad Atreju ANSA

ROMA - Viktor Orban non ha operato alcuna «ingerenza» nella politica italiana, ha solo fatto una «fotografia» della situazione. Lo ha detto la presidente di Fdi Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a margine della festa di Atreju. «Quella che ha fatto Orban - ha spiegato la Meloni - è una fotografia del governo italiano, se non fosse così ci dovrebbe spiegare Luigi Di Maio perché non possiamo andare a votare».

«Orban fotografa la realtà»

Ha aggiunto la Meloni: «Non possiamo andare a votare perché se noi votassimo Di Maio andrebbe a casa. Invece Di Maio fa il ministro degli Esteri perché c'è un governo che è distante anni luce dal popolo. Non è questione di ingerire nella politica di qualcun altro, è una fotografia della realtà italiana, se uno si vergogna di quella fotografia non dovrebbe esserne protagonista».

Orban ricorda i «Ragazzi di Buda» e la platea di Atreju canta

«Nascosta tra i libri di scuola anche io porterò una pistola». La platea di Atreju saluta così il premier ungherese Viktor Orban, tutti in piedi a cantare «Avanti ragazzi di Buda», la canzone culto della destra dedicata all'invasione ungherese da parte dell'Unione sovietica. E' proprio Orban a solleticare i militanti di Fdi, ricordando la «bellissima canzone» scritta contro l'invasione dell'Urss. Basta un accenno e tutti, compresa Giorgia Meloni, iniziano a cantare: «Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest...». Un crescendo, fino alla strofa-clou: «Ricordo tu avevi un moschetto, su portalo in piazza, ti aspetto. Nascosta tra i libri di scuola, anche io porterò una pistola».

Romano: «Meloni si vergogni»

«Giorgia Meloni deve vergognarsi per aver invitato a Roma a dare lezioni di democrazia alla Repubblica italiana Viktor Orban, campione europeo della violazione dei diritti umani, della libertà di stampa, dell'indipendenza della magistratura». Lo scrive su twitter il deputato Pd Andrea Romano, rimandando al rapporto sulle violazioni dei diritti umani in Ungheria approvato a stragrande maggioranza dal Parlamento Europeo.

Cabras: «Parole Orban ingerenza inaccettabile»

«Le parole di Viktor Orban sul Governo e sul popolo Italiano rappresentano una pesante ingerenza nelle questioni che riguardano il nostro Paese. Non possiamo accettare le sue dichiarazioni così come non possiamo accettare quanto affermato da Giorgia Meloni, che a quanto pare privilegia gli egoismi nazionali del governo ungherese rispetto agli interessi degli italiani». Così, in una nota Pino Cabras, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Affari esteri. «Meloni, evidentemente, ha scelto di stare dalla parte di Orban, leader di un governo che non accetta di farsi carico dei richiedenti asilo e non vuole condividere le responsabilità tra tutti i Paesi europei. D'altronde - conclude Cabras - fu proprio il centro destra, nel 2003, a votare il secondo accordo di Dublino, contribuendo fino ad oggi a mettere in difficoltà l'Italia, Paese di prima accoglienza esposto a una condizione geografica diversa da quella dei paesi centroeuropei».