18 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Lotta per la leadership

Se il centrodestra è ostaggio della faida tra Berlusconi e Salvini

Il centrodestra unito vince. Ma nla guerra per la leadership della coalizione è appena iniziata e nessuno dei due contendenti sembra disposto ad arretrare per il bene del Paese

Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si contendono la leadership della coalizione e la poltrona da premier.
Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si contendono la leadership della coalizione e la poltrona da premier. ( ANSA )

ROMA – Il centrodestra unito stravince. Ma nella coalizione non mancano le tensioni. Soprattutto tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, entrambi aspiranti premier e niente affatto intenzionati a mollare la presa sulla leadership dell'alleanza strategica tra Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia. «Siamo soddisfatti del risultato» avuto alle elezioni comunali, «il centrodestra unito è il primo polo. Quindi ora guardiamo al futuro con fiducia", ha detto ai microfoni del Tg1 il leader di forzista. Il Nazareno bis sembra ormai scomparire all'orizzonte, ma il segretario del Carroccio e la presidente di Fratelli d'Italia manifestano ancora qualche perplessità. Se Salvini lo accusa di «strizzare» ancora l'occhio a Matteo Renzi, Giorgia Meloni si rivolge all'ex Cav in modo più deciso: «Basta inciuci».

La guerra per la leadership è appena iniziata
Silvio Berlusconi per tutta risposta mantiene un basso profilo e ai microfoni del Tg1 risponde alle accuse così: «Sono opinioni di Salvini e non corrispondono al vero».Poi assicura – con fare sibillino - a proposito della guerra intestina per la leadership della coalizione:«Non sarà questo ciò che ci può dividere. Poi alla fine chi avrà più voti esprimerà il leader». Intanto il capogruppo di Forza Italia al Senato, Paolo Romani, ha rilasciato una intervista ad Avvenire sostenendo per chiarezza d'intenti che «un leader del centro destra italiano c'è già ed è Silvio Berlusconi».Proprio mentre lo stesso dice di se stesso il segretario del Carroccio rispondendo a Bruno Vespa a «Porta a Porta».

L'alleanza scricchiola e ora si testa sul Tedeschellum
Salvini si dice «assolutamente pronto» a candidarsi premier «per la squadra e il progetto che abbiamo alle spalle». «Prendo atto - ha detto ancora - del voto di tanti italiani di domenica scorsa e quindi se ci hanno dato le chiavi di città amministrate da decenni del centrosinistra penso che a livello nazionale avrebbero voglia di fare altrettanto».Il leader leghista ha quindi iniziato a scrivere su una lavagna presente in studio «le prime tre cose che facciamo se andiamo al governo»: cancellazione della legge Fornero, stop all'immigrazione clandestina e flat tax al 15%. La strada verso Palazzo Chigi, però, è ancora lunga e non sarà facile mettere d'accordo l'anima forzista e salviniana della coalizione. Per il momento Silvio Berlusconi ha deciso di testare l'alleanza sul Tedeschellum, cercando di convincere Salvini e Meloni a convertirsi al proporzionale. Ci riuscirà?