28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Per inquirenti Sessa ha mentito. Legale: Scafarto ha spiegato

Consip, il capitano Scafarto «voleva arrestare Tiziano Renzi»

Il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto voleva arrestare Tiziano Renzi e intercettare il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e il capo di Stato maggiore Gaetano Maruccia

Il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto
Il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto ANSA

ROMA - Il capitano Gianpaolo Scafarto voleva arrestare Tiziano Renzi e intercettare il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e il capo di Stato maggiore Gaetano Maruccia, sospettati di essere la fonte della fuga di notizie che aveva informato gli indagati delle intercettazioni sul caso Consip. E avrebbe valutato la realizzabilità del suo progetto con il numero due del nucleo, Alessandro Sessa, e con il pm di Napoli Henry John Woodcock. E' questa, perlomeno, l'ipotesi della Procura di Roma, i cui magistrati hanno interrogato il vicecomandante del Nucleo operativo ecologico a piazzale Clodio, e nuovamente lo stesso Scafarto. 

Falso
I pubblici ministeri vogliono capire chi e perché ha compromesso l'inchiesta che stava ai primi passi. Il colonnello Sessa, è accusato di depistaggio. Scafarto di due episodi di falso. Secondo chi indaga le posizioni dei due ufficiali sono connesse, perché l'uno avrebbe riferito e l'altro non avrebbe ben utilizzato le informazioni. Scafarto, in quasi tre ore, davanti ai magistrati si è continuato a dire sorpreso dell'accertamento a suo carico perché lui ha seguito la linea gerarchica e fatto quello che è prassi in una indagine così delicata.

Accertamenti
L'avvocato Giovanni Annunziata, legale di Scafarto, fuori dagli uffici della cittadella giudiziaria ha spiegato: «Le contestazioni sono sempre le stesse. Abbiamo chiarito per ogni messaggio del telefonino il significato e abbiamo dato quindi un contributo sulla ricostruzione tecnica dell'attività investigativa». Il penalista ha poi continuato spiegando che su messaggi whatsapp, sms e messaggi la Procura ha affidato una consulenza. «Gli accertamenti che verranno riguardano l'attività posta in essere durante e dopo l'indagine, un periodo ampio. Una serie di accertamenti che sono stati tecnicamente ricostruiti»

I messaggi
Il dato dei messaggi tra Scafarto e Sessa è stato presentato anche a quest'ultimo dai pm per verificare tempi e modalità di quanto emerso con le intercettazioni. Sessa con il suo difensore, l'avvocato Luca Petrucci, si è riservato di presentare una memoria riguardo le comunicazioni con il capitano Scafarto. In questa tranche sono indagati per rivelazione di segreto di ufficio il ministro Luca Lotti; il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette; il comandante della legione carabinieri Toscana, Emanuele Saltalamacchia. Quando Sessa venne ascoltato come persona informata sui fatti disse di aver parlato delle indagini su Consip, e delle intercettazioni in corso, al suo comandante, il generale Sergio Pascali, solo dopo il 6 novembre quando erano uscito il primo reportage sui quotidiano. Sul punto secondo i pubblici ministeri Sessa avrebbe mentito. Secondo gli investigatori quella comunicazione sarebbe invece avvenuta nel giugno precedente, poco prima della prima fuga di notizie. Da qui l'iscrizione nel registro indagati per depistaggio e l'interrogatorio di oggi. 

La posizione di Scafarto
Resta che Scafarto fino al marzo scorso era titolare della indagine Consip ma la procura di Roma prima lo ha sollevato dall'inchiesta e poi lo ha indagato per falso, a causa degli errori e delle omissioni presenti nell'informativa da lui firmata, soprattutto nelle parti relative a Tiziano Renzi. Scafarto ha confermato di aver riferito sempre e soltanto al suo capo diretto, il colonnello Sessa e di non averlo mai scavalcato. Il generale Pascali è stato ascoltato come testimone a metà maggio. I due ufficiali dei carabinieri che oggi lasciando piazzale Clodio non hanno detto nulla, dovranno quasi certamente tornare davanti ai magistrati di Roma dopo che saranno svolti gli accertamenti tecnici sulle comunicazioni dei telefonini.