8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
La ricetta di Salvini per l'Italia

La ricetta di Salvini premier per l'Italia in tre semplici punti

La ricetta di Matteo Salvini per risollevare le sorti del Paese si fonda sulla flat tax al 15%, su un diverso rapporto con Bruxelles e una rinnovata alleanza con la Russia

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è in piena campagna elettorale e sta preparando la squadra di governo.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, è in piena campagna elettorale e sta preparando la squadra di governo. ANSA

ROMA – Matteo Salvini è pronto a fare il premier ed è in piena campagna elettorale. Il segretario del Carroccio sta girando in lungo e in largo lo Stivale in vista delle amministrative che si svolgeranno domenica, ma contemporaneamente sta già lavorando alla sua squadra di governo e ha le idee molto chiare su come risollevare le sorti di un Paese tramortito dalla crisi economica. «A Bruxelles chiederò di eliminare fiscal compact e patto di stabilità», ha annunciato il leader leghista durante l'intervista rilasciata nelle scorse ore a Barbara Fiammeri per Il Sole 24 Ore. Perché l'idea di Italia di Matteo Salvini è «un Paese dove la gente possa tornare a credere nel proprio futuro» e dove le banche, «invece di diventare trappole per i risparmiatori», tornino a fare credito alle nostre piccole e medie imprese e alle famiglie «senza trincerarsi dietro i protocolli assurdi di Basilea costruiti su standard tedeschi».

La ricetta di Salvini per il Paese
La ricetta di Matteo Salvini è la seguente. «Portare a Roma, a livello nazionale, quanto stiamo già realizzando in Lombardia e Veneto», ha spiegato il segretario del Carroccio. E Salvini si dice «convinto» che il centrodestra possa ottenere dagli elettori la maggioranza dei voti per raggiungere l’obiettivo. Gli ultimi sondaggi di Index Research, d'altronde, gli danno ragione e profetizzano la vittoria della coalizione formata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia. Il programma elettorale del Carroccio per la crescita si fonda sulla flat tax al 15% perché il Pil tornerà a crescere «solo se ripartono i consumi e questi riprendono solo se gli italiani hanno più soldi in tasca da spendere», ha ricordato Salvini.

Il rapporto con Bruxelles
La Lega Nord punta inoltre sul federalismo fiscale, e secondo i dati di Confcommercio «costringere tutte le regioni italiane alla spesa efficiente di Veneto e Lombardia porterebbe 20 miliardi all’anno di risparmi», ha aggiunto il leader leghista, che diventa più duro e inflessibile se parla del rapporto con Bruxelles. «Non facciamo sempre finta di confondere l’Europa con la Ue perché non sono la stessa cosa – ha sottolineato -. Noi siamo europeisti perché ci riconosciamo nei valori comuni dei popoli europei, nella cultura e nella civiltà fondata su certi valori che per la gran parte sono espressione della dottrina sociale della Chiesa, altri sono stati ereditati dall’illuminismo e delle correnti letterarie e artistiche. Ma tutto questo con la Ue non c'entra nulla».

La prima telefonata da premier a Putin
Vale la pena ricordare che prima di entrare nell’Eurozona la bilancia commerciale dell'Italia era in positivo di 53 miliardi mentre la Germania dal 1989 al 2000 registrava un rosso di 126 miliardi. Ora la Germania registra un surplus di oltre 200 miliardi di euro mentre l’Italia e il resto dell'Europa dalla moneta unica «hanno ricavato solo milioni di disoccupati e migliaia di fallimenti», ha sottolineato ancora Salvini che ha le idee molto chiare anche sulla prima cosa che farebbe una volta diventato premier: «La prima telefonata che farei da premier sarebbe a Putin, impegnandomi a eliminare le folli sanzioni economiche contro la Russia che costano all’impresa italiana 5 miliardi di euro di mancati ricavi all’anno», ha concluso il segretario del Carroccio.

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