26 settembre 2022
Aggiornato 22:00
Le parole esatte di Silvio

Berlusconi, l'intervento integrale in cui spiega che con Renzi non c'è nessun Nazareno bis

Questa è la trascrizione integrale dell'intervento di Silvio Berlusconi alla conferenza dei coordinatori regionali di Forza Italia in cui ha affrontato il nodo legge elettorale e alleanze con il Pd di Matteo Renzi

Silvio Berlusconi a Saronno (Varese) per sostenere il candidato a sindaco di Forza Italia Pierluigi Gigli
Silvio Berlusconi a Saronno (Varese) per sostenere il candidato a sindaco di Forza Italia Pierluigi Gigli Foto: ANSA

ROMA - "Il tema della legge elettorale non appassiona neppure me, ma ne capisco l’importanza e quindi ho sentito il dovere e la responsabilità di occuparmene in prima persona, assumendo direttamente le decisioni necessarie. Questo con l’aiuto di una commissione, alla quale partecipano i due Capigruppo di Camera e Senato, e alcuni nostri dirigenti esperti della materia, che ha formalizzato una proposta coerente con quello che abbiamo sempre detto». Questo l'incipit dell'intevrento di Silvio Berlusconi alla conferenza dei coordinatori regionali di Forza Italia in cui ha affrontato il nodo legge elettorale. "A differenza di tutte le altre forze politiche noi non abbiamo mai cambiato idea. Per noi la legge elettorale deve avere due requisiti: garantire la corrispondenza fra la volontà degli elettori e i rapporti di forza parlamentari che ne derivano, e assicurare il rapporto fra elettori ed eletti con metodi corretti, quindi non con le preferenze, ma con collegi o liste corte".

Pd ballerino, ma...
Il Partito Democratico su questa materia "ha cambiato idea e linea molte volte. Ha proposto modelli diversi, ha tentato forzature ed accelerazioni. Ora sembra che prevalga la disponibilità ad un ragionamento insieme, su un sistema come quello tedesco che assolve ad entrambe le condizioni che abbiamo posto, e che per di più prevede una soglia di sbarramento abbastanza alta da evitare la dispersione di voti. Se sarà così, e lo capiremo nelle prossime ore, possiamo lavorare insieme per una legge elettorale condivisa. Il nostro obbiettivo, ve lo ricordo, è consentire agli italiani di votare il più presto possibile. Personalmente avrei tutto l’interesse a tentare di far rinviare la data delle elezioni, perché sto aspettando che la corte di Strasburgo faccia finalmente giustizia dell’assurda condanna che mi impedisce di candidarmi. Ma non è nel nostro stile anteporre queste considerazioni all’interesse generale del paese. E poi io sarò in campo, comunque, a guidare Forza Italia. Ma votare al più presto possibile si può fare solo con una legge elettorale applicabile e condivisa. Senza di noi al Senato non ci sono i numeri per approvare nessuna legge, a meno di un accordo impossibile con i Cinque Stelle. Dunque spero che prevarrà il buon senso e il senso delle istituzioni. Noi come sempre in questi casi siamo disponibili".

Modello tedesco il migliore che ci sia
Una cosa però deve essere chiarissima: un accordo sulla legge elettorale, se si farà, "non è un accordo politico con il PD. Non è neppure un nuovo Patto del Nazareno", ricordando d’altronde che neppure quello vecchio era un accordo politico: era solo un metodo per fare le riforme insieme. "E’ fallito e non certo per colpa nostra. Qui nessuno lo ripropone, si tratta solo di un accordo tecnico su una modalità di voto. Che – per essere ancora più espliciti – non prelude ad alcun accordo politico nella prossima legislatura. Questo dovete spiegarlo bene in ogni occasione». Il sistema tedesco, se applicato integralmente, senza stravolgimenti, ha dimostrato di essere il sistema che funziona meglio in Europa, almeno nei paesi in cui non c’è l’elezione diretta del Presidente, prosegue Berlusxoni. Ha consentito alla Germania di avere stabilità, in un quadro sostanzialmente bipolare, per 70 anni, passando dalla distruzione della guerra persa ad essere uno dei paesi leader nel mondo. Solo eccezionalmente ha portato a grandi coalizioni, che probabilmente non si ripeteranno dopo le elezioni tedesche del prossimo autunno. Noi non vogliamo il sistema tedesco per fare coalizioni, vogliamo vincere con il centro-destra unito. Se poi la volontà dei cittadini non sarà quella di dare la maggioranza a qualcuno vedremo il da farsi. Ma saranno gli italiani, non i partiti, a scegliere.

Unico obiettivo è far vincere il centrodestra
"Il nostro obbiettivo è vincere con un centrodestra che a questo scopo deve avere, proprio come in Germania, un profilo liberale, cristiano, moderato, serio, credibile, basato sulla concretezza, sull’esperienza, sull’autorevolezza, sulla cultura del fare. Un centrodestra che sappia far valere i nostri interessi in Europa. Un centrodestra che sia europeista davvero, il che significa non volere questa Europa, che non ci piace affatto, ma significa anche lavorare per cambiarla, non per distruggerla. Io spero che i nostri alleati capiscano la straordinaria opportunità che abbiamo di fronte e che siano disponibili a lavorare con noi per questo con lo spirito costruttivo che noi abbiamo sempre messo in campo quando è stato necessario".