20 aprile 2021
Aggiornato 19:30
Ticket sanitario addio

Ticket sanità, arriva la riforma (forse). Ma peserà sulla classe media

La riforma dei ticket sanitari costerà allo Stato 3 miliardi di euro e reperire queste risorse non sarà facile. L'aumento dei costi potrebbe quindi essere scaricato sulla classe media della popolazione italiana

ROMA – La revisione dei ticket sanitari, prevista dal Patto per la salute 2014, con buona probabilità non avrà mai luogo. Resta ingarbugliato il nodo delle risorse da utilizzare e l'ipotesi che il costo della riforma possa essere scaricato sulla classe media non piace affatto all'aspirante premier bis, Matteo Renzi, che potrebbe giocarsi una bella fetta del suo elettorato.

La riforma dei ticket costerà 3 miliardi di euro
La riforma dei ticket su farmaci e prestazioni sanitarie potrebbe costare circa 3 miliardi di euro. E la cifra è stata confermata dal ministro della Salute in persona, Beatrice Lorenzin. Le Regioni, infatti, chiedono al governo Gentiloni che il gettito attuale resti intatto per assicurare la continuità delle attività sanitarie. Ma non sarà facile reperire altrove queste risorse. A rischiare di più sarebbe (quel che resta del)la classe media, sulla quale potrebbero venire scaricati i costi dell'intera operazione. I «ricchi», cioè le famiglie con redditi complessivi dai 35mila euro lordi in su, potrebbero essere tassati per drenare liquidità. Per loro il bonus fiscale si trasformerebbe in un lontano ricordo.

Aumento dei costi per i più «ricchi»
Un'alternativa sarebbe quella di imporre a livello nazionale il pagamento obbligatorio dei ticket oltre una certa soglia di reddito. Alcune Regioni, come l'Emilia-Romagna, applicano già un sistema di pagamento progressivo. Come riporta Antonio Signorini su Il Giornale, nella Regione più «rossa» d'Italia i ticket sanitari sono gratuiti per le famiglie che hanno un reddito complessivo inferiore a 36mila euro, mentre vengono pagati interamente al di sopra della soglia dei 100mila euro lordi annui per nucleo familiare. Il governo potrebbe quindi introdurre un sistema di pagamento simile. Tuttavia, non sarebbe affatto una buona pubblicità per il governo Gentiloni e l'ex premier intenzionato a riprendersi Palazzo Chigi.

Nessuna fretta
Per evitare un drammatico autogoal a ridosso della nuova chiamata alle urne, il Pd e Matteo Renzi starebbero pensando a un modo di procrastinare in sordina la riforma sui ticket sanitari. «Dopo Pasqua istituiremo un gruppo di lavoro – ha annunciato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta -. Per il momento non ci sono proposte, ma l'obiettivo è di arrivare ad averle entro la prossima estate». La riunione regioni-governo sulla riforma dei ticket si è conclusa con la convocazione di un tavolo di lavoro per il 19 aprile. Ma è probabile che la questione verrà dimenticata in vista di ben altre priorità, quali l'approvazione del Def e della manovra correttiva sui conti pubblici attesa da Bruxelles. In questo momento, per la riforma dei ticket non c'è (alcuna) fretta.