9 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

La promessa di Salvini: «Libererò l'Italia dall'Europa»

Il segretario del Carroccio ha promesso ai cittadini italiani di liberarli dalla «gabbia europea» e ha spiegato il suo programma di governo, che non passa necessariamente per alleanze a «tutti i costi»

Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.
Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. ANSA

ROMA – Il segretario del Carroccio vuole liberare l'Italia dalla gabbia europea. E punta dritto a Palazzo Chigi. Ma prima rilancia il referendum per l'autonomia di Lombardia e Veneto. Il leader della Lega Nord ha raccontato i suoi progetti e le sue proposte politiche a Pietro Senaldi, durante una lunga intervista rilasciata per Libero Quotidiano.

La promessa solenne di Matteo Salvini
«L'Italia è il paese che amo e la libererò dall'Europa». E' la promessa solenne di Matteo Salvini al popolo italiano. E il suo piano di governo è già pronto per le primarie, che potrebbero incoronarlo presto leader del centrodestra. Le aspirazioni del segretario federale della Lega Nord, d'altronde, non sono un mistero per nessuno. Tanto meno quella di arrivare a Palazzo Chigi. E a chi critica la sua svolta «nazionale» e il rinnovato interesse per il Mezzogiorno, Salvini ricorda senza peli sulla lingua che «anche Umberto Bossi tentò lo sbarco al Sud». Ma senza riuscirci. L'erede del Senatùr, invece, potrebbe ottenere un risultato diverso.

Il referendum in Lombardia e Veneto
I tempi sono maturi per provare a mettere d'accordo le due anime gemelle della Lega Nord: quella secessionista legata alle origini e quella, ancora acerba, nata con «Noi con Salvini» allo scopo di drenare voti nel Meridione. Il segretario federale è un anfibio che cambia pelle e si muove con agilità sia al Nord che al Sud. Da un lato si schiera senza indugi a favore del referendum per l'autonomia di Lombardia e Veneto: «Lo vinceremo, ho dei dati eccezionali». Dall'altro non disdegna di fare campagna elettorale nel Mezzogiorno, interessandosi dei problemi del meridione. Intanto, la Lega va a Congresso per prepararsi alle elezioni politiche.

Le alleanze non sono «a tutti i costi»
Salvini spera che si svolgano «il prima possibile, per aggiornare, potenziare e rilanciare il nostro programma di governo, per coinvolgere tutti i nostri splendidi militanti, senza numeri truccati o inventati». Il segretario federale svela che la decisione del Congresso arriverà orientativamente nella seconda metà di maggio. Ma sulle alleanze future le idee sono già chiare e non c'è spazio per i chiaroscuri. «Niente listone, ognuno ha la sua storia. L'Italia non è pauperista e grillina, la maggioranza sociale e culturale è di centrodestra, ma senza un accordo politico vincolante». Secondo Salvini i sondaggi «che ci danno in testa non contano nulla» e piuttosto che vincere prendendo in giro gli elettori preferisce «una strada più lunga e solitaria».

La replica del segretario a Umberto Bossi
Via libera quindi a eventuali accordi, ma «non a tutti i costi» perché «non è il caso di unire e annacquare» chiarisce riferendosi a Berlusconi. E con Giorgia Meloni? «Lista unica no - ribadisce Salvini - ma con lei si lavora bene» aggiunge lasciando intendere di più. «La Lega è una forza che ha nel proprio dna l'autonomia. Sono leghista da trent'anni e difendo le ragioni e le radici del movimento», continua il segretario federale. Bossi lo accusa di «snaturare» la Lega portandola al Sud, ma Salvini replica senza indugio: «Io, come ogni leghista, sono innamorato di tutte le bandiere e di tutte le libertà. Ma per difendere le autonomie regionali dalla Ue e dalla globalizzazione oggi serve una prospettiva nazionale». E io voglio«liberare l'Italia dall'Europa», conclude solennemente il leader Carroccio.