16 gennaio 2021
Aggiornato 18:30
Lega Nord

Salvini dalla D'Urso, scintille con la Malpezzi

Il leader della Lega nord ha ricordato tutte le promesse non mantenute dalla propaganda renziana, il licenziamento dei dipendenti pubblici disonesti, la cancellazione di Equitalia e degli istituti di settore, ma l'onorevole del Partito democratico ha sempre tentato di interromperlo

ROMA – Scintille fra il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, e la deputata del Partito democratico Simona Malpezzi ospiti di Domenica Live condotta da Barbara D’Urso. Il leader del Carroccio ha ricordato tutte le promesse non mantenute dalla propaganda renziana, il licenziamento dei dipendenti pubblici disonesti, la cancellazione di Equitalia e degli istituti di settore, ma l'onorevole Dem ha sempre tentato di interromperlo.

Salvini: «Renzi ne spara tante ma ne mantiene poche»
Salvini non ha perso l'aplomb e ha concluso il ragionamento: «Sono in mezzo a due donne quindi sarò più tranquillo del solito, però vorrei che mi fosse permesso di finire un concetto: Renzi ne spara tante ma ne mantiene poche, è un dato di fatto». Il leghista ha poi fatto alcuni esempi ricordando che per il premier l'Italia è un Paese perfetto «dove lavorano tutti, dove le banche non hanno problemi...», ma servirebbe più rispetto per «le partite iva, i commercianti, artigiani che non solo non possono permettersi di non timbrare perché se non non mangiano, ma nemmeno di ammalarsi, di rimanere incinta». Il segretario del Carroccio però ha ricordato che gli italiani, magari «quelli di Norcia sotto le tende» vogliono che la politica si metta d'accordo su un semplice concetto: «I soldi che ci sono spendiamoli bene. Ora non si stanno spendendo al meglio i pochi soldi che ci sono». Per spiegarsi meglio Salvini ha citato le parole del papa, ringraziandolo per aver fatto una distinzione fra profughi di guerra e quelli economici: «Ci sono centinaia di migliaia di clandestini che devono essere rimandati a casa loro, perché al posto loro io vorrei aiutare gli italiani e i terremotati».