17 gennaio 2021
Aggiornato 03:30
Sciopero generale

Referendum costituzionale, sciopero generale venerdì 21 ottobre per dire «no» alla riforma

I sindacati di base Usb, Unicobas e Usi hanno proclamato lo sciopero generale per venerdì 21 ottobre contro le politiche del Governo Renzi e per dire “no” al referendum costituzionale. Ma l'autunno caldo delle manifestazioni studentesche inzia molto prima

ROMA - I sindacati di base Usb, Unicobas e Usi hanno proclamato lo sciopero generale per venerdì 21 ottobre contro le politiche del Governo Renzi e per dire «no» al referendum costituzionale del 4 dicembre.

Sciopero generale venerdì 21 ottobre
La protesta è stata indetta «per l'occupazione, il lavoro e lo stato sociale e contro le politiche economiche e sociali del Governo Renzi dettate dall'Unione europea». Si legge in una nota che lo sciopero ha come obiettivo la difesa e l'attuazione della Costituzione, della scuola, della sanità pubblica e del diritto all'abitare. La battaglia per dire «no» alle modifiche proposte dal Governo si propone anche di dire «no» all'attuale sistema previdenziale e alla controriforma Fornero, alla riforma Madia (LEGGI ANCHE "Riforma Madia, cosa cambia per i dirigenti pubblici e perché potrebbe ingabbiare gli italiani"), al Jobs act, all'abolizione dell'art.18, e al contratto a tutele crescenti.

L'autunno caldo delle manifestazioni studentesche
Ma l'autunno caldo delle proteste in piazza quest'anno comincia già il prossimo 7 ottobre, con diverse manifestazioni studentesche in circa 50 città italiane: a Roma partirà un corteo da Piazzale Ostiense, a Milano da Largo Cairoli, a Napoli da Piazza Garibaldi, a Torino da Piazza Arbarello, a Bari concentramento in Piazza Umberto. Sarà la prima mobilitazione nazionale degli studenti nel nuovo anno scolastico, in attesa del primo sciopero generale di docenti e personale Ata che è già stato fissato per il 21 ottobre dai sindacati Usb, Unicobas, Usi «per la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale».

Le richieste della Rete degli studenti
La protesta di venerdì, organizzata da Rete degli studenti medi, Unione degli Studenti e Unione degli Universitari, «inonderà le piazze di tutta Italia per dire no alle disuguaglianze: vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio» perché migliaia di studentesse e studenti, da Nord a Sud, sono esclusi dall'accesso ad un'istruzione gratuita e di qualità. Gli studenti dicono «no» alla scuola-azienda: «vogliamo contrastare un modello di impresa basato sulla competizione e la valutazione punitiva, perché esigiamo una scuola democratica e inclusiva»; e vogliono dire «no» ad un'alternanza scuola-lavoro come sfruttamento: «vogliamo imparare a saper fare in percorsi che siano realmente formativi, al di fuori da ogni logica di sfruttamento e in aziende altamente qualificate».