14 ottobre 2019
Aggiornato 01:00
I quotidiani stranieri si occupano del «fenomento Raggi»

M5s, vincere le elezioni a Roma è stata una sconfitta?

Da quando è stata eletta sindaco di Roma, Virginia Raggi ha puntati addosso gli occhi della stampa straniera. Che ora, in coro, la coglie in fallo, e profetizza conseguenze nefaste per l'M5s

La sindaca di Roma M5s Virginia Raggi.
La sindaca di Roma M5s Virginia Raggi. Shutterstock

ROMA - Quando è stata eletta a sindaco di Roma, Virginia Raggi ha avuto subito puntati addosso gli occhi della stampa straniera. Che, inquadrandola nel vago e variamente popolato calderone dei «populisti», osservava con interesse l'esperimento politico italiano nato dalla rete, in pochi anni giunto ad esprimere addirittura il primo cittadino della Capitale del Belpaese. Quegli occhi, in questi mesi, sono rimasti vigili, fissi su Virginia. E ora, la colgono prontamente in fallo. 

NYT: Raggi può compromettere l'immagine dei Cinque Stelle 
Nel giro di qualche ora sono stati addirittura tre i quotidiani stranieri che si sono occupati del «fenomeno Raggi»: il New York Times, il Wall Street Journal e il Guardian. Con ben poche differenze di intonazione, per la verità. Il quotidiano della Grande Mela descrive la parabola della rappresentante romana dell'anti-establishment, una parabole che - afferma già nel titolo - solleva diversi dubbi sul Movimento Cinque Stelle e sul suo progetto. La spazzatura onnipresente sulle strade, cinque importanti componenti della giunta che hanno lasciato il proprio posto in tempi record, alcuni dei quali sotto indagine. Una situazione tanto compromessa - scrive il New York Times - che Beppe Grillo ha deciso di contraddire il suo proposito di rimanere defilato dall'agone politico ed è sceso in campo per difendere la sindaca, attaccata da più fronti (anche quello interno). Il New York Times solleva il dubbio che l'esperienza Raggi, anziché aiutare la città a trovare stabilità politica, possa finire a compromettere l'immagine dei pentastellati, colti nei medesimi falli a causa dei quali puntavano il dito contro l'establishment.

Vincere le elezioni è stata una sconfitta per l'M5s
Il quotidiano della Grande Mela riporta quindi il parere di Sergio Fabbrini, direttore della Luiss School of Government, secondo cui «vincere le elezioni a Roma, paradossalmente, è stata una sconfitta per il Movimento. Ha messo in evidenza quanto sia diviso e disorganizzato». La pensa diversamente Aldo Giannuli, docente di storia contemporanea all’Università di Milano e tra gli elettori di spicco del M5S, che, pur ammettendo che i pentastellati hanno «peccato di superficialità», ha però previsto: «Se domani si andasse al voto - è la sua previsione - il Movimento sarebbe comunque più forte delle politiche del 2013».

WSJ: un esordio difficile che espone alle critiche il partito parvenu
Stessa tesi per il Wall Street Journal, che già dal titolo riassume la questione così: «L’esordio difficile della sindaca di Roma espone alle critiche il suo partito parvenu».Il quotidiano correda la sua analisi con un grafico intitolato: «L'ascesa del populismo», in cui si riassume per cifre la storia dei pentastellati, passati dal quasi zero del 2011 al picco del 25,5% del febbraio 2013, scesi al 21,2% alle europee del 2014 e sotto il 20% nei primi mesi del 2015 per poi arrivare al 30% un paio di mesi fa, ma ora di nuovo in calo. Ora, il Wall Street Journal si chiede se i Cinque Stelle fossero davvero preparati a vincere le elezioni a Roma, visto che il «debutto del sindaco è stato segnato dal caos e dalla paralisi». La Raggi, definita un avvocato 38enne con poca esperienza in politica, per il Wall Street Journal è «in difficoltà da settimane persino per mettere insieme una squadra, inseguita da scandali». 

Guardian: una vicenda che colpirà l'M5s...
Sulla medesima linea il Guardian, che sottolinea come la crisi romana possa colpire clamorosamente il Movimento Cinque Stelle. Il giornale ricorda il discorso post-vittoria di Virginia Raggi, nel quale la neo-sindaca ammetteva che la sfida di rendere Roma una città vivibile non sarebbe stata semplice, aggiungendo però che proprio per questo la vittoria sarebbe stata meravigliosa. La Raggi, però - scrive il quotidiano -, non avrebbe potuto immaginare una «luna di miele politica» più breve. Tre mesi dopo, infatti, si è trovata sommersa dagli scandali, tra cui un assessore all'Ambiente che avrebbe dovuto ripulire Roma indagato per violazione di norme ambientali. Un «epilogo» che - secondo il Guardian - non ha stupito più di tanto gli osservatori. E che, per di più, potrebbe ripercuotersi sull'esito del referendum costituzionale in cui Renzi si gioca il tutto per tutto. L'esperto interpellato è Giovanni Orsina, professore di storia contemporanea della LUISS, che si stupisce solo «che sia accaduto così presto».

... e favorirà Renzi
Ma il vero punto di tutta la questione è, secondo il quotidiano britannico, se il caos romano avrà delle conseguenze sul futuro politico del Movimento Cinque Stelle, dato che il governo della Capitale può considerarsi un «test generale» per verificare l'efficienza e l'efficacia di questa nuova forza politica alla prova dei fatti. Soprattutto considerando il quadro politico generale, con il Movimento fondato da Beppe Grillo divenuto in poco tempo la maggior forza di opposizione per Matteo Renzi. E se il palcoscenico romano è davvero il terreno di prova della credibilità dei pentastellati, l'immagine dei Cinque Stelle non può che uscirne ammaccata. Per la gioia di Renzi.