8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
A Maranello

Vertice Italia-Germania, su flessibilità discussione rimandata. Merkel a Renzi: «Ti auguro successo per le riforme»

A Maranello Angela Merkel e Matteo Renzi hanno parlato di relazioni bilaterali, immigrazione, Europa. E sulla flessibilità post-terremoto, la Cancelliera resta prudente

MARANELLO - A Maranello la stretta di mano tra Angela Merkel e Matteo Renzi, il primo summit bilaterale su territorio italiano, ha sancito le buone relazioni tra i due Paesi, nonostante – come ha sottolineato il premier italiano – differenze di vedute su singoli dossier. Ma lo spirito è quello della collaborazione. Un summit che è stato preceduto da diversi incontri, a Ventotene e a Firenze in preparazione del G7, ancora prima in occasione dell’Expo. Ma questo incontro, ha spiegato il premier, ha luogo in un momento triste per la storia del nostro Paese, a qualche giorno dai tragici eventi che hanno colpito il Centro Italia. Renzi ha voluto ringraziare la Cancelliera per la solidarietà e la condivisione di cui si è fatta portatrice, dalle prime ore del mattino di quel terribile 24 agosto.

Dopo il terremoto
E proprio in merito al terremoto, il premier italiano e la leader tedesca hanno ribadito un impegno concreto a collaborare attraverso l’incontro di realtà del mondo privato e pubblico. Ferrari, ad esempio, metterà all’asta un'auto con base d’asta di 1 milione di euro. La Germania, ha invece annunciato la Cancelliera, parteciperà alla ricostruzione di una scuola, ma la solidarietà si dimostrerà anche dall'impegno diretto della società civile. In questo senso, hanno ribadito entrambi, Maranello è un simbolo: il simbolo della forza dell’industria italiana, e dell’incontro di successo tra più realtà, locali ed estere.

Flessibilità
Ma sul tema spinoso della flessibilità, le risposte, al momento, sono poche. Sull’eventualità, cioè, che le spese non solo per la prima emergenza, ma anche per il progetto di prevenzione Casa Italia vengano scorporate dal calcolo del deficit, il premier Renzi ha messo le mani avanti. Sua priorità – ha dichiarato – sarà innanzitutto quella di spendere bene i soldi che già sono disponibili. Per tutto il resto, l’Italia procederà passo passo, utilizzando gli strumenti che l’Europa già mette a disposizione per casi di questo genere, ed eventualmente presentando richieste e progetti nelle sedi opportune. E il ricorso a tali strumenti – ha spiegato Renzi – verrà discusso solo dopo che si disporrà di piani seri, verificati in piena trasparenza. Sulla stessa linea prudente la cancelliera Merkel, che ha icasticamente promesso che ci sarà modo, in Europa, di discutere delle esigenze italiane e trovare soluzioni di buon senso.

Immigrazione
Per ora, insomma, è un «si vedrà», rimandato a quando l’Italia avrà idee più chiare da presentare a Bruxelles. Un altro tema caldo di discussione è stato quello della migrazione, sul quale i due leader hanno mostrato una certa consonanza di intenti. Renzi ha espresso apprezzamento per la politica di accoglienza perseguita dalla Germania, e ha successivamente sottolineato come l’Italia stia sì affrontando cifre record di sbarchi (170.000 nel 2014, 155.000 nel 2015 e all’incirca lo stesso nel 2016), con un picco proprio in questi giorni, ma non sia «al collasso». Il premier ha ricordato che Berlino ha accolto, lo scorso anno, più di 1 milione di rifugiati, puntualizzando che la stessa Germania è stata una dei pochi Stati a collaborare attivamente con l'Italia attraverso la relocation. Renzi ha inoltre sottolineato la necessità che l’Europa proceda compatta nella gestione dei rimpatri di chi non ha diritto di rimanere, ricordando con orgoglio il ruolo dell’Italia nel salvare vite umane nel Mediterraneo.

Cooperazione
Stessa linea per la Cancelliera, che ha rivendicato con fermezza la scelta compiuta lo scorso anno di accogliere in Germania un numero così alto di richiedenti asilo, pur ammettendo che rimane ancora del lavoro da fare. A questo proposito, il premier italiano ha ricordato l’importanza della cooperazione internazionale con i Paesi africani, e ha lanciato una proposta: quella, cioè, di inserire chi non ha diritto all’asilo e sarà costretto a lasciare l’Europa in un programma europeo che gli consenta di tornare a casa, ma «in sicurezza».

Auguri per le riforme
E poi ci sono le relazioni bilaterali, che Renzi ha definito molto forti e buone, ribadendo come la Germania, l’economia più forte del Continente, sia un partner privilegiato per l’Italia tutta e soprattutto per alcune realtà del Nord-Est, specialmente in Veneto e in Emilia Romagna. Dal canto suo, la Cancelliera ha espresso apprezzamento per l’operato del governo italiano in particolar modo in tema lavoro, e ha augurato a Renzi «successo nel portare avanti la sua agenda di riforme». Il riferimento tacito della Merkel sarebbe al referendum costituzionale, che la stampa europea vede già come la prossima grande sfida che l’Ue dovrà affrontare. Caricandolo dunque di un significato ulteriore rispetto al contenuto del quesito a cui gli italiani saranno chiamati a rispondere: perché, in caso di vittoria del «No», Bruxelles potrebbe avvertire un nuovo forte scossone alle sue fondamenta. Scenario che, oltre al premier Renzi, la stessa Cancelliera Merkel, a maggior ragione dopo la Brexit, si augura vivamente di poter evitare.

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