19 ottobre 2019
Aggiornato 20:00
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Terremoto in Centro Italia, quello che sappiamo finora

La scossa, 6.0 di magnitudo, profondità di 4 km con epicentro registrato alle 3.36 ad Accumoli, vicino Rieti, è stata avvertita distintamente tra Lazio, Umbria e Marche

RIETI - Amatrice non c'è letteralmente più. Un intero paese spazzato via dalla furia del terremoto. A raccontarlo è lo stesso sindaco Pirozzi. Crolli, vittime, feriti, devastazione. Scene da un altro mondo. Il bilancio del sisma che ha sventrato questa notte il centro Italia è ancora del tutto approssimativo: 247 le vittime accertate, sicuramente molte di più. È il terremoto più grave dopo quello dell’Aquila del 2009, che era stato di magnitudo 6.3.

Ore 3.36, magnitudo 6.0, profondità 4 km
La scossa, 6.0 di magnitudo, profondità di 4 km con epicentro registrato alle 3.36 ad Accumoli, vicino Rieti, è stata avvertita distintamente tra Lazio, Umbria e Marche. Sono seguite numerose altre scosse avvertite anche a Roma e a Bologna. Oltre 50 finora le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi segue da Palazzo Chigi gli sviluppi della situazione in stretto contatto con la Protezione civile.

Lo sciame di scosse nella notte
Oltre 40 le scosse avvenute dopo quella iniziale. Alla prima scossa ne sono seguite molte altre nella notte: una di magnitudo 3.9 vicino Perugia, e altre due di magnitudo 3.9 e 3.8 sempre nei pressi di Rieti. 5.4 la seconda forte scossa di terremoto registrata alle 4:33 con epicentro tra Norcia (Perugia) e Castelsantangelo sul Nera (Macerata) ed ipocentro a 8,7 chilometri di profondità. L'ultima di magnituto 4.9 ha colpito ancora Arquata del Tronto. Il sisma ha provocato persino il crollo della parete est del Corno Piccolo sul Gran Sasso. Partito subito anche l'appello dell'Avis di Rieti per le donazioni di sangue, che invita a recarsi presso l’ospedale San Camillo de Lellis della città.

Amatrice spazzata via
Le zone più colpite sono i comuni nella provincia di Rieti, soprattutto Amatrice che sembra una città fantasma. «È un dramma, ci sono dei morti, metà paese non c'è più. Stiamo cercando con tutti i mezzi di portare i primi soccorsi, ma lavoriamo senza luce. Abbiamo mandato tutti agli impianti sportivi» ha detto quasi in lacrime il sindaco Sergio Pirozzi. Qui la via principale è crollata quasi completamente e le strade di accesso al paese sono inaccessibili. Sinora sono stati estratti due cadaveri dalle macerie ma si continua a scavare incessantemente per cercare un bambino. «Hanno sentito le urla del bimbo e delle sua mamma» hanno detto alcuni fotografi sul posto.

Marisol, la bimba di 18 mesi sepolta sotto le macerie. La mamma si era trasferita dopo il sisma all'Aquila
Non ce l'ha fatta la piccola Marisol Piermarini, 18 mesi appena. Dormiva nel suo lettino nella casa delle vacanze ad Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Incredibile ma vero, la mamma si era trasferita qui proprio dopo essere scampata al terremoto dell'Aquila, la sua città. La donna ora è ricoverata all'ospedale regionale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a controlli specifici dopo essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. Il compagno Massimiliano è ricoverato all'ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita.

Nonna protegge con il proprio corpo i due nipotini a Pescara del Tronto
Straordinaria la storia di nonna Vitaliana, a Pescara del Tronto, la frazione di Arquata del Tronto che non c'è più. La donna ha protetto col proprio corpo i nipotini Leone e Samuele, i fratellini di 6 e 4 anni. Sono salvi. Non ce l'ha fatta invece nonno Vito.

Nell'Ascolano 17 vittime accertate
Solo ad Ascoli sono 17 le vittime accertate. Tutte le salme sono state portate nell'ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno. Fra di loro anche una bimba di Amatrice estratta viva dalle macerie ma deceduta in ospedale.

Una zona «ad alta sismicità». La causa l'estensione dell'Appennino da Est a Ovest
Il terremoto è avvenuto in una zona «ad alta sismicità». Il forte terremoto più recente, di magnitudo 5.9, ha colpito Norcia nel 1979, e altri forti terremoti sono avvenuti fra '600 e '700. Il più violento, di magnitudo stimata 7, colpì Norcia e Cascia nel gennaio 1703. A causare il sisma di questa notte lo «stiramento» dell'Appennino, ossia il processo di estensione da Est a Ovest. L'andamento della situazione viene definita "imprevedibile", quindi al momento è impossibile escludere scosse confrontabili a quella principale.

Colpito il patrimonio artistico
La zona colpita dal sisma è ricca anche di testimonianze artistiche, che sono state fortemente danneggiate. Uno dei centri colpiti è Norcia: qui la basilica San Benedetto ha subito ingenti danni. Anche le mura storiche della città, che erano tra le meglio conservate d’Italia, sono state danneggiate. 15mila turisti sono presenti in questi giorni di vacanza in queste zone.