17 giugno 2019
Aggiornato 08:30
Scontro Pd-M5S

Berlusconi, Senato nega uso intercettazioni. E fu così che il Pd salvò il Cavaliere

A votazione segreta, l'Aula del Senato ha detto no all'utilizzo di 11 intercettazioni telefoniche. Pd e M5S si accusano a vicenda: il Pd pensa a un nuovo Patto del Nazareno e il M5S si allea con il centrodestra per il referendum

ROMA – 120 voti favorevoli, 130 voti contrari, 8 astenuti: il Senato ha respinto così la relazione della Giunta per le elezioni e le immunità in favore della domanda di autorizzazione all’utilizzazione di intercettazioni telefoniche di Silvio Berlusconi. Più precisamente la votazione era relativa alla richiesta avanzata dalla Procura di Milano di acconsentire all'uso di 11 intercettazioni fra Silvio Berlusconi e due delle «Olgettine». Lo scrutinio segreto ha sollevato non poche polemiche e i grillini non hanno perso occasione per rinfacciare al Partito Democratico l'esito della votazione.

Pd: Prove di alleanza M5S-destra
Dal Pd, però, arrivano voci che attaccano il Movimento di Grillo: per il senatore Andrea Marcucci, infatti, i grillini avrebbero utilizzato il voto segreto per avvicinarsi alla destra, in modo da continuare a portare avanti la battaglia per il «No» al referendum costituzionale di ottobre: «Prove di alleanza in Aula tra il M5S e le destre. Ora insieme uniti dal voto segreto a difesa di Berlusconi, domani contro il referendum». Anche il senatore dem Luciano Pizzetti attacca i pentastellati e afferma, con durezza, che le «manovre sporche» dei Cinque stelle salvano Berlusconi con il voto segreto. Proprio come accadde nel 1992, quando la Lega Nord salvò Bettino Craxi. «Parlano di moralità, ma agiscono nell’ombra», aggiunge il senatore.

Zanda: senatori Pd hanno votato compatti
Anche Luigi Zanda, presidente dei senatori del Pd, continua l'attacco sulla stessa scia: rispetto alla votazione nell'Aula del Senato, il senatore si dice certo che il gruppo abbia votato compattamente a favore della decisione della Giunta di concedere all'autorità giudiziaria l'uso delle intercettazioni di Silvio Berlusconi. Al contrario, si dice «molto meno certo» che, nel voto segreto, ci sia stato lo stesso comportamento da parte di gruppi che pur avevano espresso, nel dibattito d'Aula, la stessa posizione: «Siamo di fronte ad un episodio analogo a quello del 1993 quando la Lega salvò Bettino Craxi».

Il Patto del Nazareno è risorto
Non tarda ad arrivare, però, la risposta del Movimento, che respinge al mittente le accuse. Stefano Lucidi, capogruppo M5S al Senato, ha risposto ai dem che i grillini hanno votato per l'utilizzo delle intercettazioni: «Giusto usarle». Si torna a parlare di patto del Nazareno, quindi, perché, per il Movimento 5 Stelle, il Pd con il voto segreto salverebbe Silvio Berlusconi, provando così a «puntellare la sua sempre più scricchiolante maggioranza». Un modo subdolo – dichiara ancora Lucidi –: il Pd torna ad addossare la colpa ad altri come già accaduto in altre occasioni, «giocando sulla pelle della giustizia, per provare ad assicurarsi anche un comportamento benevolo da parte dei berlusconiani e del loro potente sistema mediatico nel referendum costituzionale»Il patto del Nazareno è risorto», ha concluso.