24 gennaio 2020
Aggiornato 15:00
La testimonianza

Ruby ter, Ambra Battilana e le notti di Arcore: «Berlusconi? Pensavo fosse un imitatore invece era lui»

Ha deposto in aula una delle testimoni chiave delle inchieste sulle cosiddette cene eleganti di Arcore: «Berlusconi? Si faceva mettere il sedere in faccia dalle ragazze. Pensavo fosse un sosia»

Ambra Battilana, una delle testimoni chiave delle «cene eleganti» di Arcore
Ambra Battilana, una delle testimoni chiave delle «cene eleganti» di Arcore ANSA

MILANO - «C'erano ragazze che ballavano nude. Era chiaro che volevano compiacere Silvio Berlusconi. Andavano da lui e si facevano ripetutamente baciare e toccare». Ecco il «bunga bunga» così come lo ha raccontato Ambra Battilana durante la sua testimonianza resa questa mattina nell'aula del processo Ruby ter che vede imputati il leader di Forza Italia e altre 28 persone, tra cui molte delle cosiddette «olgettine» e altri ospiti delle serate di Villa San Martino che secondo i pm di Milano sarebbero stati corrotti dall'ex premier per rendere testimonianze false o reticenti nel ciclo di processi sul sex gate di Arcore.

La 27enne, ex miss Piemonte, è una testimone chiave della Procura di Milano: insieme all'amica Chiara Danese e Imane Fadil, morta nel marzo scorso per un'aplasia midollare, già in fase di indagine aveva rivelato agli inquirenti milanesi tutti i retroscena del «bunga bunga», schieradosi contro la versione delle «cene eleganti» fornita dagli altri ospiti delle serate di Villa San Martino.

Una ricostruzione confermata oggi in aula. La 27enne ha chiarito di essere stata portata ad Arcore per una serata a fine agosto 2010 dall'amico Daniele Salemi che l'aveva già messa in contatto con Emilio Fede per un provino come «meteorina» del Tg4. «Appena arrivata - ha raccontato - c'erano i carabinieri che ci chiesero i documenti. Non sapevo dove fossimo, ero convinta si trattasse di un posto di blocco». Invece era appena arrivata a Villa San Martino. «Alla porta, ad aspettarci, c'era Emilio Fede. C'era anche Maria Rosaria Rossi e un'altra signora, sua coetanea, di cui non ricordo il nome. Poi arrivò un cameriere che ci disse di entrare. Nel salottino vedo questa persona che assomigliava a Berlusconi non non sapevo fosse davvero lui: pensavo fosse un imitatore perchè gli mancavano dei denti. Invece era lui. Ci disse di prendere dei gioielli specificando che erano di Tiffany. Io non volevo accettare, ma lui insisteva. Poi da una porta entrarono una decina o quindicina di ragazze, erano tutte molto chiassose. Alcune di loro si baciavano in bocca, io conoscevo Roberta Bonasia che, ci disse Fede, era la fidanzata di Berlusconi».

Già durante la cena, ha raccontato ancora Ambra Battilana, «tante ragazze cercavano di compiacere Berlusconi: lo chiamavano papi, si avvicinavano e lo baciavano, mentre cantavano inni di partito. Lui continuava a raccontare barzellette. A un certo punto arrivò un cameriere con statuetta in legno con un pene molto spropositato. Le ragazze presero la statuetta, la facevano girare simulando rapporti orali, così per divertirsi. Nel frattempo alcune ragazze ballavano e danzavano intorno al tavolo, andavano da lui, lo abbracciavano lo toccavano sotto il tavolo e lo baciavano in bocca. Gli facevano toccare i seni e lui palpava e baciava i seni. Lui metteva sempre le mani addosso alle ragazze».

Finita la cena, la serata continuò nella saletta del bunga bunga: «Era una stanza non troppo grossa, c'erano i divanetti bianchi, un set per un dj e la statua di un cavallo. Silvio Berlusconi ed Emilio Fede erano seduti davanti al palo della lap dance. Le ragazze che ballavano si erano tutte cambiate: indossavano abiti moto provocanti, non erano vestiti normali ma roba da sexy shop. Alcune si erano travestite da infermiere, ma avevano il camice completamente aperto e facevano vedere tutto, anche perchè sotto erano completamente nude, altre da poliziotte. Ricordo in particolare Nicole Minetti, ballava al palo con un vestito molto aderente che a un certo punto si strappò rimandendo completamente nuda. Poi andò da Berlusconi e si faceva toccare, mentre lui la baciava ripetutamente sulla bocca e sul seno. Una ragazza mi invitò a ballare, tirandomi per il braccio, dicendo che se mi fossi fatta notare da lui, avrei fatto carriera. Io ero imbarazzata e chiesi a Emilio di andare via».

Ambra ha anche parlato dei «danni» subiti una volta scoppiato lo scandalo sul bunga bunga di Arcore. «La mia vita era rovinata, il mio nome finì sui giornali come escort e prostituta. Così dopo il diploma lasciai Torino e la mia famiglia. Prima andai a Milano, provai a trovare un lavoro ma era impossibile. Così mi trasferii all'estero, a Londra, a Parigi e infine negli Usa: ora risiedo a New York. In Italia il mio nome è rovinato, ormai sono un prostituta e una escort, all'estero uso un nome d'arte». Ambra Battilana è anche tra le protagoniste dello scandalo che travolse il produttore statunistense Harvey Weinstein: «Lo denunciai nei 2015 per molestie -ha detto il aula la 27enne rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio - poi siglai un accordo di riservatezza che ormai è sciolto. Anche in questo caso passai come una escort che voleva fare soldi. Il 6 gennaio partirà il processo penale negli stati Uniti».