7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00

Gentiloni: «La reazione di Erdogan è del tutto fuori misura»

Lo ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni al termine della sessione dedicata in gran parte alla Turchia del Consiglio Affari Esteri dell'Ue, oggi a Bruxelles: «Invito molto fermo al rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto»

BRUXELLES - «Credo sia importante che l'Ue a 28 abbia espresso oggi una posizione molto ferma e unitaria, da un lato confermando la condanna del tentativo di colpo di Stato in Turchia e il sostegno alle istituzioni democratiche, e dall'altro con un invito molto fermo al rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, con un riferimento specifico anche al fatto che nel bagaglio dell'Ue e quindi dei paesi che vogliono associarsi all'Ue non può che esserci il rifiuto della pena di morte». Lo ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni al termine della sessione dedicata in gran parte alla Turchia del Consiglio Affari Esteri dell'Ue, oggi a Bruxelles.

Non perseverare negli abusi
«Questa presa di posizione ferma - ha continuato Gentiloni - naturalmente non esclude affatto lo sforzo che dovremo fare nelle prossime settimane per ingaggiare la Turchia in un confronto, in una discussione per spingerla verso la direzione giusta: che non può che essere, dopo aver sventato questa avventura militare, quella di non perseverare negli abusi che abbiamo visto nelle ultime 24-36 ore; perché se quella è la strada, l'Ue non può che condannarla».

La questione migranti
Quanto all'accordo Ue-Turchia sui migranti, Gentiloni ha ricordato che «è un percorso che prevede da parte turca un certo numero di clausole, con la scadenza scadenza iniziale del primo luglio che è stata aggiornata a settembre per la liberalizzazione dei visti (dei cittadini turchi che viaggiano nell'Ue, ndr), e poi l'altro tema in discussione della legislazione speciale antiterrorismo (che Ankara non vuole modificare, ndr); ma al di là dei dettagli è certo che da un lato abbiamo un partner che ha sventato il rischio di avventura militare, dall'altro vediamo da un giorno, un giorno e mezzo una serie di reazioni a questo mancato golpe che ci preoccupa fortissimamente. E non è che rinunciamo ali principi dell'Unione europea - ha sottolineato il Ministro - perché c'è un accordo con la Turchia sui migranti. I principi restano principi, altrimenti è l'edificio stesso dell'Ue che viene rimesso in discussione».

Bisogna difendere lo stato di diritto
Sulle epurazioni e gli arresti di migliaia di giudici in corso in Turchia, Gentiloni ha osservato: «Mi sembra difficile che nel giro di 16 ore abbiano stabilito una responsabilità di un certo numero di magistrati nei confronti del tentato colpo di Stato. Per questo insistiamo che bisogna difendere lo stato di diritto e non ispirarsi a logiche di vendetta, sarebbe un errore gravissimo».
Ma di quali strumenti di pressione dispone l'Ue per convincere la Turchia? «Io non rinuncerò mai a dire - ha risposto il ministro degli Esteri - che nella involuzione della situazione turca noi europei abbiamo una parte di responsabilità. Non abbiamo utilizzato la capacità d'influenza che il percorso di avvicinamento della Turchia all'Ue poteva darci, l'abbiamo lasciato languire e addirittura abbiamo completamente chiuso la porta più di dieci anni fa, per riaprirla due anni fa solo perché c'era l'emergenza legata ai fenomeni migratori».

Reazione completamente fuori misura
Secondo Gentiloni, «il modo per esercitare un'influenza c'è, abbiamo molte leve che possiamo utilizzare: siamo il più grande dei vicini e il principale partner economico della Turchia. Noi, l'Italia, come paese mediterraneo, e in generale l'Ue, dobbiamo collaborare su una serie enorme di dossier e abbiamo interessi comuni... Questo può facilitare un'evoluzione positiva ed evitare i rischi che percepiamo nelle ultime 48 ore, con migliaia di arresti. Capiamo che dopo un'avventura militare ci sia una reazione, ma le sue dimensioni devono essere giustificabili, e qui la reazione - ha affermato Gentiloni - va completamente fuori misura».
«Ma si sta aprendo una partita geopolitica interessante: altri partner si stanno muovendo facendo capire alla Turchia che ci sono altre alleanze politiche», ha concluso il ministro degli Esteri con un riferimento implicito alla Russia.