20 luglio 2019
Aggiornato 07:00

Renzi: «Abbiamo perso, ma non mi dimetto da niente»

Il Pd incassa le sconfitte cocenti su Roma e Torino. Matteo Renzi fa il mea culpa, ma guarda avanti e si dice convinto che il risultato delle amministrative non influenzerà quello del referendum costituzionale di ottobre

ROMA - «Abbiamo perso, c'è poco da dire e vi dirò di più quando ci battiamo con i grillini prendiamo la batosta», «ho rottamato troppo poco», «devo mettere da parte la vecchia guardia» ma, attenzione, «io comunque non mi dimetto da niente». Sono alcuni dei commenti del premier Matteo Renzi nella lunga notte dei ballottaggi di cui dà conto, in un retroscena, il Corriere della Sera. Certo, ragiona Renzi, «ora vedremo cosa sanno fare i grillini» perché a Roma «quella vittoria potrebbe rivelarsi anche un boomerang». Ripercussioni della sconfitta sul referendum di ottobre? «Io quello sono sicuro di vincerlo. Stavolta ci sarò io in campo e quella sarà una sfida fantastica». Insomma, conclude il premier, «che fine farò io dipenderà dal referendum non dalle amministrative».

Pd perde in periferia
Renzi si dice convinto che il voto di Roma non sia contro di lu: «Lì abbiamo perso le elezioni nelle periferie non perché si sono espressi sul bicameralismo o sul sistema elettorale», dice il premier certo del fatto che il referendum c'entri poco con le comunali capitoline. «Abbiamo perso perché quelle periferie erano piene di immondizia e problemi e perché la Capitale è stata governata male – continua il segretario del Pd –. Ho visto le immagini dei telegiornali sul voto a Roma. Si vedevano i cassonetti che straripavano di rifiuti davanti ai seggi...».

Nessun timore per il referendum
Quello di cui è sicuro Renzi è che i risultati negativi di Roma come di Torino non siano il frutto della Santa Alleanza che vedrebbe le forze di opposizione schierarsi per il «no» al referendum di ottobre. Per lo meno, seguendo il ragionamento del premier, a Milano come a Torino non c’è nessuna Santa Alleanza «contro di me. Basti pensare che tra chi vota Appendino a Torino c’è, ahimè, anche gente che poi dirà «si» alla riforma e che addirittura vota e ha votato per me. Si tratta di gente (molti giovani) che si esprime contro quella che considera la vecchia politia». Proprio in virtù di ciò, il presidente del Consiglio si dice tranquillo rispetto alle conseguenze che le elezioni amministrative, qualsiasi sia il risultato definitivo, potranno avere sul voto di ottobre: «Io aspetto tutti al varco del referendum e lì ci divertiremo».