16 giugno 2019
Aggiornato 23:00
M5S attacca ancora l'Ue

Di Battista: I burocrati senz'anima dell'Ue non vogliono cambiare l'Europa

La Brexit dovrebbe essere un'occasione di totale ripensamento invece «lorsignori» hanno in mente ancora cessioni di sovranità da parte degli stati membri. Il deputato grillino ancora contro i big della Ue

ROMA«Basta ascoltare le dichiarazioni dei burocrati senz'anima che guidano l'Europa per capire il loro obiettivo». A pochi giorni dal risultato delle consultazioni britanniche che sanciscono la volontà dei cittadini di tirarsi fuori dall'Europa, il Movimento 5 Stelle torna a puntare il dito contro la Ue. Chi siede a Bruxelles, per Alessandro Di Battista, non ha alcuna intenzione di «darsi una mossa», di cambiare i trattati e «chiudere la bocca» a qualche capitalista finanziario. L'obiettivo, secondo il deputato, è farla pagare al popolo britannico. «Colpirne uno per educarne 27!», dice. La Brexit dovrebbe essere un'occasione di totale ripensamento invece «lorsignori» hanno in mente ancora cessioni di sovranità da parte degli stati membri e «magari di dare ad un Maxiministro delle finanze UE poteri supersonici». Ma – precisa Di Battista – chiudersi ancor di più in se stessi è tipico dei regimi morenti.

L'episodio Napolitano bis
Illuminante, a tal proposito per il deputato grillino, l'episodio che vide nel 2013 la rielezione a Capo dello Stato di Giorgio Napolitano. «Un popolo al di fuori del palazzo chiedeva un cambio radicale e PD e PDL cosa fecero? – chiede il grillino – Votarono ancora lo stesso presidente». L'uomo della restaurazione, dice Di Battista. «Quel Giorgio Napolitano (sponsor principale degli interessi della grande finanza internazionale) parlamentare, pensate, dal 1953. Sono 63 anni che lo paghiamo».

«Detestano i popoli, detestano la democrazia»
L'accusa di Di Battista continua: ci si riempie la bocca di slogan come «vogliamo l'Europa dei popoli» ma in realtà, dice il deputato, i popoli li detestano: «O meglio sopportano la nostra esistenza solo se stiamo zitti, se accettiamo le loro scelte in silenzio». In questo caso per loro c'è democrazia. Per la «casta» democrazia c'è quando le scelte dei cittadini coincidono con quelle dell'establishment. Se, al contrario, le scelte dei popoli non coincidono con le loro parlano di populismi, di euro-scettici, di voto di rabbia, di protesta. «Che razza di ipocriti», si sfoga il pentastellato. «Io non sono euro-scettico, sono renzi-scettico, napolitano-scettico, Juncker-scettico, BCE-scettico – continua Di Battista –. E loro sono sovranità-scettici». Odiano la sovranità popolare, disapprovano la libera informazione, maledicono coloro che non abbassano la testa. Detestano la «democrazia» a tal punto da averla inserita nel simbolo del PD, scrive su Facebook il grillino.

L'occasione di portare la voce degli italiani nei palazzi del potere
Di Battista si dice convinto di avere un'occasione, quella di portare la voce di migliaia di cittadini che non avevano possibilità di esprimerla nei palazzi. Era tra quelli, il deputato a cinque stelle: «Ho trovato una strada e così l'hanno trovata milioni di italiani che non si sentono affatto inferiori a questi quattro politicanti tutte chiacchiere e comunicati stampa che ci hanno governato finora». Poi l'appello ai cittadini: «Partecipate. Uniamo le forze. La sovranità appartiene al popolo e la politica è stupenda nonostante la partitocrazia l'abbia inquinata. Venite con noi».