12 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Bersani: E' stato Renzi ha salvare il «giaguaro»

L'ex Segretario dei Democratici: «Il Patto del Nazareno non era indispensabile. Da quando il Pd è al governo non si discute più di nulla». Duro anche Cuperlo: «Il doppio ruolo di Renzi non funziona».

ROMA - «Renzi sta rappresentando un riformismo radicale?». La risposta «è: no. Riformismo radicale è governare toccando la vita comune delle persone con fatti chiari che non hai bisogno di annunciare né raccontare». Lo dice Pierluigi Bersani, ex segretario del Pd, in una intervista al Fatto quotidiano.
Quello che gli manca di più, spiega Bersani, è «discutere i problemi, tutti assieme. Di scegliere. Da quando non si discute? Da quando governiamo, ed è la prima volta per i l Pd, prima c'era una coalizione , e penso all'epoca di Prodi. Allora sì che ci confrontavamo. Paradossalmente il Pd nasce da lì, quando improvvisamente e inaspettatamente gente che veniva come me da un'esperienza di sinistra, e altri di una cultura liberale e cattolica, andarono d'accordo, in sintonia. Fu una rivoluzione. Poi è successo altro...».

Il Patto del Nazareno non era indispensabile
Bersani sottolinea come con il governo Monti e con le elezioni del 2013 «qualcosa abbiamo realizzato: un primo smacchiamento del Giaguaro». Poi però con Renzi al governo Berlusconi è stato decisivo: «Non ce n'era bisogno, ed è sorprendente. Il patto del Nazareno non era indispensabile, lo hanno resuscitato, gli hanno rimesso le macchioline» perché «i è pensato che ci fosse un vuoto d'aria a destra, ed essere amichevoli verso quel posto poteva portare voti. Calcoli politici, recuperare a destra, con l'idea 'tanto quelli di sinistra dove vuoi che vadano'. E le Europee gli hanno dato ragione». L'ex segretario Pd sostiene che se lo aspettava: «Grazie a un piccolo sondaggio: una famiglia di amici del paese, di destra da sempre, mi disse: 'votiamo Renzi'. Siete diventati di sinistra o Renzi è di destra? E loro: 'di sinistra noi?' Lì ho capito».
Alla fine confessa che «può capitare» di sentirsi solo nel Pd «ma sono ancora in ottima compagnia».

Cuperlo: Il doppio ruolo di Renzi non funziona
«Valuti Renzi se lo schema attuale funziona. A me non pare. Io ho proposto un congresso da fare presto che non discuta del premier, ma delle idee mancate finora e di un deficit evidente di classe dirigente che mette a rischio la nostra tenuta». Lo afferma Gianni Cuperlo, deputato della minoranza Pd, in una intervista alla Stampa.

D'accordo anche Pisapia
«All'interno del Pd c'è il problema di minoranze molto divise e questo crea incomprensione e rende difficile il dialogo e il confronto. Sul doppio ruolo segretario-premier so che è nello statuto ma lo considero sbagliato perché un premier non ha la possibilità di seguire i territori invece un segretario deve sapere ciò che succede nei territori». Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, all'Intervista di Maria Latella su Skytg24.
«Lo abbiamo visto a Napoli, in Liguria - ha aggiunto Pisapia - quanto si è sentita la mancanza di una persona che rappresenti l'intero partito e che abbia capacità di dialogare. Il segretario di partito deve dimostrare presenza».
«Considero - ha concluso - il Pd un partito di centrosinistra e non condivido l'opinione che sia geneticamente modificato, che sia il partito della nazione».