29 ottobre 2020
Aggiornato 10:30
Il critico d'arte difende l'immagine di Roma

Sgarbi: «A Roma la mafia non c'è, è solo corruzione»

«Basta che passa un passero e lo fanno passare per una bomba atomica». Così Vittorio Sgarbi punta il dito contro la magistratura romana: Giuseppe Pignatone, secondo Sgarbi, abituato a vedere la mafia in Sicilia e Calabria pensa di trovarla anche a Roma, ma «Roma è un caso di patologia politica»

ROMA (askanews) - «Roma è un caso di patologia politica. La mafia non c'è e hanno sputtanato anche Roma davanti al mondo inventando che la corruzione si chiama mafia. La corruzione non può diventare mafia solo perché è arrivato il signor Pignatone che vede la mafia dappertutto». Lo ha detto Vittorio Sgarbi a Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano.

Pignatone si inventa la mafia a Roma
«Basta che passa un passero e lo fanno passare per una bomba atomica. Questa è gente che viene pagata dallo stato per fare cose senza senso. E anche Gabrielli, che è mio amico, sbaglia ad appecoronarsi ad Alfano. L'Italia viene sputtanata non dai delinquenti, ma dalle istituzioni. Marino ha fatto bene a non tornare dalle ferie, anche se è un fessacchiotto», ha aggiunto. «Ma chi è questo Pignatone? E' uno che si inventa la mafia a Roma perché se ne è occupato a Palermo o in Calabria. Pignatone si occupi della mafia dove c'è», ha proseguito Sgarbi sottolineando che «moltissima è nel mondo della magistratura».

La mafia è nella magistratura
«Questa è un'Italia in cui le speranze di bellezza e di civiltà vengono occultate dalla volontà di buttare merda sull'Italia stessa. La mafia nella magistratura? C'è eccome, indaghino. La mafia è un potere che sovrasta altri poteri. L'unico potere che intimorisce il potere dello Stato è la magistratura, tanto è vero che ha fatto la sua fortuna con l'antimafia. L'antimafia negli ultimi venti anni è stata utilizzata per far diventare eroi personaggi che non lo sono. Comunque a Roma la mafia non esiste. Chi parla di mafia a Roma andrebbe denunciato per procurato allarme», ha sottolineato.