11 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
La Camera approva il ddl-scuola

M5S: «Giorno tragico per la scuola»

Così i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, commentano il voto finale nei confronti del Ddl Istruzione, nei confronti del quale oggi alla Camera l'M5S ha espresso voto negativo: «Sempre maggiore differenza qualitativa tra istituti per ricchi e scuole per poveri»

ROMA (askanews) - «Oggi è un giorno tragico per la nostra Repubblica e, in particolare, per le mille anime che formano il mondo della scuola pubblica statale. Le fondamenta del nostro modello di istruzione, definite nella Costituzione attraverso gli articoli 3, 33 e 34 sono state stravolte, indebolite, svilite. Questo orrore, i cittadini devono saperlo e ricordarlo, lo dobbiamo al presidente del Consiglio, al ministro dell'Istruzione, al Pd e a tutti i partiti che hanno dato l'assenso al Ddl istruzione». Così i parlamentari del MoVimento 5 Stelle, commentano il voto finale nei confronti del Ddl Istruzione, nei confronti del quale oggi alla Camera l'M5S ha espresso voto negativo.
«Proprio per il rispetto che portiamo nei confronti della Costituzione, dell'istruzione e della cultura oggi in aula i deputati hanno voluto leggere, tutti insieme, quei tre articoli della nostra Carta, per rendere chiaro al Parlamento e al Paese lo scempio che si stava compiendo. Quello che Renzi e il suo partito hanno realizzato è un nuovo punto del progetto che punta a trasformare i principi sui quali è fondata la nostra Repubblica: smantellamento dello Stato Sociale, abbandono delle fasce più deboli e privatizzazione selvaggia», aggiunge.

Sempre maggiore differenza qualitativa tra istituti per ricchi e scuole per poveri
«La scuola del Ddl Istruzione porterà a una sempre maggiore differenza qualitativa tra istituti per ricchi e scuole per poveri. I presidi, che saranno sottoposti al controllo politico del Miur, al contempo saranno liberi di scegliere gli insegnanti in totale autonomia, con il rischio di creare fenomeni di clientelismo. Alle scuole paritarie vengono concessi nuovi, ulteriori, vantaggi mentre le scuole pubbliche, sempre a corto di risorse, crollano a pezzi», continuano i parlamentari pentastellati.
«Ancora, il capitolo degli insegnanti: Renzi era partito assicurando 150 mila assunzioni. Quelle effettive saranno solo un terzo rispetto a quella cifra e a settembre ci ritroveremo ancora con le supplenze, che il presidente del Consiglio aveva promesso di eliminare. Infine, l'esercito di insegnanti precari tagliati fuori dal provvedimento: è stato completamente dimenticato e abbandonato al suo destino. La buona scuola esiste, ce ne siamo accorti in questi mesi di battaglie fuori e dentro al Palazzo, ed è esattamente quanto di più lontano possa esistere rispetto a Renzi e al Pd», concludono i parlamentari M5s.