7 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

«Basta con il nazismo economico della Merkel»

Il turbo-leghista Gianluca Buonanno, sulla crisi greca, dà incredibilmente ragione all'estrema sinistra di Alexis Tsipras: «Vero che i greci hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Ma con loro la Germania si comporta da str...»

BRUXELLES – È il volto della Lega Nord al Parlamento europeo. Un volto spesso guascone, che si fa notare per le sue trovate spettacolari e controverse: come due giorni fa, quando ha sventolato un rotolo di carta igienica sostenendo che oggi valga di più dell'euro. Ma Gianluca Buonanno, sindaco di Borgosesia, deputato prima a Roma e poi a Bruxelles, è anche colui che porta avanti con più forza le posizioni drasticamente euroscettiche del Carroccio, come spiega in questa intervista al DiariodelWeb.it. Posizioni che oggi, complice la crisi greca, trovano una sponda inaspettata nell'estrema sinistra di Alexis Tsipras. E addirittura nel Movimento 5 stelle.

Buonanno, è rimasto soddisfatto del referendum greco?
Soddisfatto perché era giusto farlo, io lo farei in tutta Europa. Quanto al risultato, è il popolo che decide.

Ma lei avrebbe votato «no»?
Se, come è emerso, i prestiti non sono serviti al popolo greco ma alle banche, capisco la loro arrabbiatura. Ma lo stesso Tsipras oggi ha ammesso che la Grecia non può andare avanti così, deve cambiare. Se uno è abituato a ricevere ogni giorno 500 euro, nel momento in cui invece gliene danno 200, che sono comunque tantissimi rispetto a chi non ha niente, risponderà: «E ora come faccio a pagare tutte le mie spese?». I greci, in un certo senso, sono abituati così.

Quindi bisogna smettere di dare loro gli aiuti?
Prima devono fare le riforme, altrimenti non hanno un futuro. Ma ne sono consapevoli anche loro. Un'altra cosa detta oggi da Tsipras che condivido è che lui è al governo da cinque mesi, mentre i problemi con la troika sono cominciati cinque anni fa. Cosa hanno fatto finora?

Lei quindi attribuisce pari responsabilità nella crisi ai greci e alla troika?
Direi proprio di sì. Se si fanno degli accordi che, invece di curare un malato, lo ammazzano, è un problema. E poi ce l'ho con la Germania. Ieri, di fronte a Juncker e a Schulz, ho detto chiaramente che un tempo Berlino voleva dominare l'Europa con il nazismo, oggi con il nazismo economico. Chi rappresenta la Merkel all'Europarlamento, ovvero il capogruppo del Ppe, ha accusato i greci di tutto, ma è stato zittito dicendo: «Lo sai che nel 1953, alla fine della Seconda guerra mondiale, vi hanno tolto un sacco di debiti, altrimenti non sareste riusciti a stare in piedi e a ripartire?». La Germania si comporta da str...

Perché?
Perché la sua strategia non ha portato risultati. A forza di rigore, le economie si stanno sempre più incartando. La ripresa non arriva, o è piccola piccola, mentre la Germania ha fatto il pieno con i soldi che si è ripresa dalle banche, con l'economia che riesce a reggere e con il fatto che detta legge dappertutto. Faccio un esempio italiano: se alla crisi Ucraina o ai vertici con la Grecia intervengono la Merkel e Hollande, invece della Mogherini che teoricamente ne avrebbe avuto titolo...

Vuol dire che comandano loro?
Comandano loro, allora i governi se li facciano pure loro: mettano solo tecnici, così muore la politica. La Grecia ha dimostrato che la politica continua ad esistere.

Quindi il referendum lo vorrebbe anche in Italia?
Lo vorrei in tutta Europa. Però il loro timore è che molti Paesi direbbero no. Di chi è la colpa in Italia? Di Prodi e di Ciampi.

La sua posizione è la stessa di Fratelli d'Italia e del Movimento 5 stelle. Ma è possibile un'alleanza strategica tra di voi su questo punto?
Se la pensiamo alla stessa maniera, non vedo perché non collaborare. A Bruxelles, dove mi siedono a fianco, ho parlato con i colleghi del M5s e anche loro sostengono che sarebbe bello fare il referendum. Ma in Italia una consultazione del genere non si può fare, ad oggi, perché possiamo solo convocare referendum abrogativi. Il problema è che decisioni così importanti non sono passate dal popolo. Oggettivamente sta cadendo giù tutto: dalla crisi non se ne esce, le difficoltà sono tante e la gente è sempre più disperata. Io a Juncker ieri ho chiesto quanto costi un litro di latte o un chilo di pane: lui mi ha guardato come se fossi un marziano.

Ma dall'euro bisogna uscire?
Ci sono tante variabili. La prima cosa da fare è cambiare i trattati, che non stanno in piedi. Così si risolverebbe almeno metà del problema.

Salvini sta discutendo l'alleanza con Forza Italia, ma Berlusconi mi sembra molto distante da voi su questi temi. Come la mettiamo?
Forza Italia è alleata con la Merkel, in Europa. Ma, quando era presidente del Consiglio, Berlusconi era uno dei pochi che si metteva contro la Germania. Se mettono nero su bianco le nostre posizioni sui trattati e sulla gestione dell'euro, un accordo si può fare.

Quindi, sulle politiche europee, la Lega non fa compromessi: è Forza Italia a dovervi venire incontro.
Direi proprio di sì.