5 giugno 2020
Aggiornato 08:30
Il ministro del Lavoro sulla decisione della Corte Costituzionale

Poletti: «No comment. E' inutile fare anticipazioni»

"Il rimborso della mancata indicizzazione non potrà essere per tutti, e ci sono dei precedenti della Consulta che avvalorano questa impostazione: il problema è la soglia sopra cui non far scattare l'indicizzazione", spiegano le Fonti di palazzo Chigi. E il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, afferma che è inutile fare delle anticipazioni.

Roma (askanews) - «Il rimborso della mancata indicizzazione non potrà essere per tutti, e ci sono dei precedenti della Consulta che avvalorano questa impostazione: il problema è la soglia sopra cui non far scattare l'indicizzazione». Fonti di palazzo Chigi confermano che l'adeguamento delle pensioni all'inflazione - dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato lo stop per quelle tre volte superiori al minimo previsto dalla Fornero - escluderà le pensioni più alte. Ma «il dibattito è sulla soglia», spiegano le fonti. Il punto fermo è che una analoga misura varata dal governo Prodi, per le pensioni 8 volte superiori al minimo, fu ritenuta legittima dalla Consulta.

Il dibattito è sulla soglia, ma c'é ancora tempo per decidere
Ma ora è l'intepretazione di alcuni esponenti nel governo, nella sentenza della Corte costituzionale «ci sono motivi per ritenere compatibile una misura del genere anche per pensioni più basse». Le soluzioni tecniche allo studio «sono molte», ma ovviamente «va contemperata l'esigenza di sostenibilità dei conti pubblici con il rispetto della sentenza: non possiamo di certo fare un intervento che sarebbe bocciato nuovamente». Proprio su questo è in corso la discussione nel governo, che ovviamente tiene conto del numero degli assegni erogati: «Un tetto anche entro 6 volte il minimo praticamente comprende la quasi totalità delle pensioni...». Sicuramente una decisione non sarà presa in settimana: «C'è ancora tempo - spiegano dal governo - prima delle raccomandazioni della Commissione europea che dovrebbero arrivare mercoledì prossimo».

Poletti: Il governo agirà in fretta, è inutile anticipare nulla
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, non commenta le soluzioni ipotizzate dalla stampa per coprire il buco di almeno 5 miliardi che si è creato nelle casse dello Stato dopo la decisione della Consulta sulla legge Fornero. A domanda precisa, se l'esecutivo pensasse ad una ipotesi di rateizzazione dei rimborsi, il ministro, a margine dell'assemblea di Rete Imprese Italia a Milano, ha risposto: «Non c'è nessun commento da fare sul tema, perché non abbiamo ancora fatto il lavoro di istruttoria che va fatto. Inutile anticipare nulla». Il governo Renzi preferisce «agire velocemente» anche se «così c'è un rischio maggiore di errori», ha aggiunto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in occasione dell'assemblea di Rete Imprese Italia. «Se c'è un rischio maggiore di errore - ha spiegato - ci costa tempo ed energie. Sappiamo che a decidere velocemente si rischia di più di sbagliare, ma nel caso di errori siamo pronti ad ammetterli. Questo governo - ha sottolineato - ha scelto di decidere in fretta e nel caso si sbagli ad ammetterlo.»

 

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