8 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Area Popolare sulla manifestazione

Binetti: per una scuola libera, pluralità di modelli e parità

La deputata di Area popolare Paola Binetti afferma che «Oggi è un giorno importante per la scuola, per il riconoscimento concreto della sua autonomia e della sua libertà. La protesta, lo sciopero di tanti docenti e di tantissimi studenti va letto in questa chiave positiva: vogliamo davvero una buona scuola, vogliamo insegnare e vogliamo studiare nella prospettiva di costruire un paese migliore».

ROMA (askanews) - «Oggi è un giorno importante per la scuola, per il riconoscimento concreto della sua autonomia e della sua libertà. La protesta, lo sciopero di tanti docenti e di tantissimi studenti va letto in questa chiave positiva: vogliamo davvero una buona scuola, vogliamo insegnare e vogliamo studiare nella prospettiva di costruire un paese migliore. Per questo rivendichiamo autonomia e libertà, libertà di docenti che vogliono dedicare le loro migliori energie ad una attività profondamente relazionale, e libertà dei genitori che vogliono scegliere per i propri figli la scuola che considerano migliore. E infine libertà di studenti che vogliono caratterizzare il loro percorso di studi con scelte personali in termini di corsi opzionali, di stage e tirocini». E' quanto afferma la deputata di Area popolare Paola Binetti.

Istruzione garantita dallo Stato
«L'istruzione costituisce uno dei campi più importanti e delicati del welfare state europeo e per questo va garantita dallo Stato, come un diritto da assicurare a tutti allo stesso modo. Per assicurare il diritto all'educazione - prosegue Binetti -, ogni governo nelle ultime legislature ha presentato iniziative legislative e culturali cercando il punto di equilibrio tra una norma di rango nazionale e i concreti tentativi di dare maggiore autonomia agli istituti. L'attuale legge di riforma per la prima volta riconosce con fatti concreti il diritto dei genitori a scegliere la scuola che preferiscono per i propri figli», continua Binetti.

Sciopero è diritto, non dovere
«Il famoso bonus di 400 euro uguale per tutti non è un regalo alle scuole paritarie né un aggravio di costi per lo Stato, proprio perché è uguale per tutti i ragazzi e trova il suo fondamento negli articoli 2 e 3 della Costituzione, dicendo un no chiaro e fermo alla discriminazione a qualunque livello si crei. Abbiamo reclamato la stessa libertà per i docenti: lo sciopero è un diritto e non un dovere; e non vorremmo che questo diritto venisse conculcato, ma neppure trasformato in un dovere». «La pluralità dei modelli scolastici e la parità delle opportunità per docenti, genitori e studenti deve essere espressione di libertà e di autonomia reale. La difficoltà di una vera riforma della scuola dipende anche dalla difficoltà di andare oltre gli schemi di ciò che è dato per scontato: l'omogeneità delle soluzioni non è garanzia di diritto all'istruzione. Le scuole paritarie potrebbero essere un modo concreto per riconoscere il diritto a scegliere anche in un clima di confronto e di sana competitività, senza sradicare la nozione dell'istruzione come diritto sociale», conclude la deputata di Area Popolare.