20 ottobre 2019
Aggiornato 03:00
Legge elettorale

Voto finale su Italicum, oppositori riflettono sull'Aventino

Dopo la blindatura del testo già approvato dal Senato con i tre voti di fiducia della scorsa settimana, dalle 12 l'aula della Camera è in seduta permanente da mezzogiorno per undici ore filate fino al voto finale. Che, se nessuno chiederà la votazione segreta, sarà palese.

ROMA (askanews) - Conto alla rovescia a Montecitorio per il voto finale del Parlamento sulla nuova legge elettorale. Dopo la blindatura del testo già approvato dal Senato con i tre voti di fiducia della scorsa settimana, dalle 12 l'aula della Camera è in seduta permanente da mezzogiorno per undici ore filate fino al voto finale. Che, se nessuno chiederà la votazione segreta, sarà palese.

Le opposizioni pensano al voto segreto
Le opposizioni M5s, Lega, Sel, Fdi - anche in contatto fra loro - devono decidere se chiederlo e come manifestare il loro dissenso: al primo voto di fiducia sono rimasti in aula, negli altri due no. E se sarà questa la linea anche sul voto finale è possibile che il voto arrivi assai prima delle 23, quando scade il termine ultimo per l'ok. Su questo, Renato Brunetta ha riunito l'assemmblea di Forza Italia. Una delle ipotesi allo studio delle opposizioni è restare in aula sugli ordini del giorno con interventi ripetuti finchè possibile e abbandono dei lavori prima del voto finale.

Aventino, sì o no?
A parte, ma in parallelo, la decisione degli esponenti delle varie minoranze Pd. Se Enrico Letta, Pippo Civati, Stefano Fassina o Alfredo D'Attorre hanno preannunciato un no esplicito è soprattutto Area Riformista, la componente che riuniva bersaniani e parlamentari vicini all'ex capogruppo Roberto Speranza e che si sono divisi sulla fiducia, a discutere ancora stamani - in una riunione a Montecitiorio - sul comportamento: votare no, restare in aula senza votare per non aderire ad eventuale Aventino delle opposizioni, aderire all'Aventino.