23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Dopo la sostituzione dei commissari e l'Aventino

Boschi: «Sull'Italicum andremo avanti anche senza di loro»

"Non capisco le opposizioni che abbandonano i lavori della commissione" sull'Italicum. Lo ha detto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, al termine della seduta della commissione Affari Costituzionali della Camera, dove i gruppi di opposizioni hanno annunciato l'Aventino.

Roma (askanews) - «Non capisco le opposizioni che abbandonano i lavori della commissione» sull'Italicum. Lo ha detto il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, al termine della seduta della commissione Affari Costituzionali della Camera, dove i gruppi di opposizioni hanno annunciato l'Aventino.

Boschi: Noi andremo avanti
«Credo che abbiano poca dimestichezza con le regole della democrazia - ha detto Boschi -, il confronto in commissione c'è stato, in questi 13 mesi nei due rami del Parlamento e proseguirà ancora. Il governo ha dimostrato di accogliere molte delle proposte di modifiche dei gruppi, peraltro è un provvedimento del Parlamento e non del governo. I numeri dei gruppi in commissione rispecchiano quelli dell'aula - ha detto ancora la ministra - perciò è naturale che ci si confronti ma poi si decide votando e la maggioranza respinge gli emendamenti dell'opposizione come su tutti gli altri provvedimenti. Mi dispiace che le opposizioni abbandonino la commissione, ma noi andremo avanti perché sono 9 anni che aspettiamo e l'assenza di alcuni non può interrompere il percorso». E sul voto segreto proposto da Maurizio Lupi ha aggiunto: «Non comprendo la richiesta di voto segreto da parte di Fi sull'Italicum, a meno che non siano in imbarazzo rispetto al voto favorevole al Senato», ha detto il ministro delle Riforme rispondendo a margine dei lavori della commissione Affari Costituzionali, a proposito dell'annuncio fatto dal capogruppo azzurro Renato Brunetta.

Sereni: Sistituire i commissari è stata la scelta più indolore
«Cosa sta succedendo all'interno del Pd? Dieci colleghi membri della Commissione Affari Istituzionali della Camera, tra cui persone di primo piano come Bersani, Cuperlo, Bindi, sono stati temporaneamente sostituiti dal Gruppo nella loro veste di commissari. Perché? Perché, non condividendo del tutto il testo che si sta esaminando, non se la sentivano di votare come il Gruppo Pd ha deciso nella sua ultima riunione. Per questo, per garantire sia la libertà di espressione dei singoli sia il rispetto della volontà della maggioranza del gruppo Pd, la sostituzione è apparsa la scelta più indolore. Non a caso questa ipotesi era stata esplicitamente indicata da Cuperlo nell'ultima assemblea del Gruppo». Così la vicepresidente democratica della Camera, Marina Sereni, nella sua newsletter settimanale spiega le ragioni che hanno portato alla sostituzione dei dieci colleghi di partito in commissione alla vigilia del voto sull'Italicum. «Infine: leggo dichiarazioni di fuoco di esponenti di Forza Italia e del M5S - conclude - Da che pulpito! Ma con che coraggio? Fi è vissuta per decenni senza alcun meccanismo democratico, tanto da non aver mai - leggasi mai - eletto democraticamente nessun vertice, né di partito né parlamentare. Il Movimento 5 stelle in poco più di due anni di legislatura ha perso oltre trenta tra senatori e deputati, espellendone diversi senza alcuna regola e senza alcuna trasparenza».