28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Tutti contro Renzi

M5S, Sel e Fi disertano oggi i lavori sull'Italicum

Le opposizioni annunciano l'Aventino sulla legge elettorale: Forza Italia, Movimento 5 stelle e Sel non parteciperanno alla seduta di oggi pomeriggio della commissione Affari Costituzionali della Camera, dove inizieranno le operazioni di voto sugli emendamenti all'Italicum.

Roma - Le opposizioni annunciano l'Aventino sulla legge elettorale: Forza Italia, Movimento 5 stelle e Sel non parteciperanno alla seduta di oggi pomeriggio della commissione Affari Costituzionali della Camera, dove inizieranno le operazioni di voto sugli emendamenti all'Italicum.

Le opposizioni unite contro Renzi
Dito puntato contro il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il Pd, dopo le sostituzioni in commissione dei dieci deputati democratici dissidenti. Brunetta, capogruppo del partito che con la maggioranza aveva messo a punto le linee guida della legge elettorale, fa sapere che Fi lascerà «al Pd tutta la responsabilità di approvarsi in Commissione l'Italicum blindato, a disonore del Partito democratico stesso». «In commissione il padrone Renzi ha epurato i suoi deputati», ha affermato Andrea Cecconi per il M5s, annunciando che il suo gruppo cercherà di migliorare l'Italicum in Aula. Anche Sel, con il capogruppo Arturo Scotto, accusa Renzi di avere scambiato la commissione per "una sezione del Pd", per cui i deputati del suo gruppo lasceranno i lavori commissione e si batteranno in Aula. Rimane infine l'eventualità del voto di fiducia, per la quale l'esponente delle minoranze del Pd, Gianni Cuperlo, avverte: «Corriamo il rischio di approvare la riforma elettorale con i voti della sola maggioranza, nemmeno a ranghi completi, e con unprofondo dissenso nel Pd. Se ci fosse la fiducia ognuno di noi risponderebbe alle proprie convinzioni, qua è in gioco la qualità della democrazia».

Brunetta: Un fatto aberrante e costituzionalmente inaccettabile
La sostituzione dei ribelli Pd in commissione Affari costituzionali «sa tanto di deportazione», secondo Renato Brunetta. Il capogruppo di Fi, in una nota, afferma che si tratta di «un fatto democraticamente aberrante e costituzionalmente inaccettabile. Si è aperta una divaricazione all'interno del Partito democratico, difficilmente sanabile anche perché i 'deportati' sono personalità del calibro di Bersani, di Rosy Bindi, di Cuperlo. Assolutamente inaccettabile politicamente. Noi - aggiunge - al pari di tutte le altre opposizioni non accetteremo questo comportamento antidemocratico del partito di Renzi, del gruppo di Renzi, e lasceremo a Renzi e a quel che rimane del suo partito tutta la responsabilità di questo strappo, che è uno strappo istituzionale, che è uno strappo politico, devo dire segno di grande debolezza del presidente del Consiglio in un momento così delicato. Noi - ricorda Brunetta - abbiamo già scritto al presidente della Repubblica come opposizione. Non è accettabile 'deportare' i dissidenti del Pd, non è accettabile mettere la fiducia su tutti gli articoli per evitare il voto segreto, anche se non sarà possibile mettere la fiducia sull'ultima votazione su cui sarà chiesto, ovviamente, il voto segreto. A questo punto - conclude - chi vuole il disastro è proprio Renzi con questa sua violenza istituzionale inaccettabile. Al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, abbiamo già scritto, tutte le opposizioni hanno già scritto, sa benissimo cosa fare in un momento così delicato e drammatico come questo per il nostro Paese».

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