15 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Il premier sull'emergenza sbarchi

Renzi: necessari interventi mirati contro il racket degli schiavisti

Il premier Matteo Renzi, nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, ha specficato che l'intervento militare in Libia non è «un'ipotesi sul tappeto»: l'obiettivo principale ora «sono interventi mirati per distruggere un racket criminale che è fuori dal controllo in questo momento».

ROMA (askanews) - Matteo Renzi ribadisce che «l'intervento militare in Libia non è un'ipotesi che è sul tappeto», ma spiega che l'obiettivo dell'Italia sono «interventi mirati per distruggere un racket criminale che è fuori dal controllo in questo momento».

Tema del controllo del mare molto complesso
L'obiettivo deve essere dunque quello di fermare le partenze, perché «non si può continuare a pensare di lasciarli partire e poi continuare a rincorrerli: significa mettere a rischio vite umane che gli schiavisti mettono a rischio, non l'Italia, Malta o l'Europa», ha aggiunto Renzi. «Dico grazie agli uomini in divisa che stanno lavorando con abnegazione, ma mentre c'è questo lavoro il tema del controllo del mare è molto complicato: non si può semplicemente giocare a nascondino con gli scafisti in mare». Renzi ha poi sottolineato le differenze tra la tragedia di Lampedusa di due anni fa e quanto accaduto sabato: «Il soccorso già viene fatto, in questo momento. Quando c'è un'emergenza come sabato, l'evento non si è verificato perchè è mancato il soccorso, ma perché salvare vite umane in mare è molto complicato: può accadere un imprevisto, un problema, come altre volte è avvenuto. A Lampedusa il problema fu la mancanza del soccorso, questa volta il soccorso c'era ma non è stato sufficiente».

Grave crisi umanitaria
«Quello che sta avvenendo in queste ore nel Mediterraneo è molto più di un naufragio: siamo in presenza di una grave crisi umanitaria che come tale va gestita sulla base del diritto internazionale e che richiede la risposta forte di tutta la comunità internazionale», ha continuato il premier Matteo Renzi, nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro di Malta, Joseph Muscat. «Con tutti i colleghi con cui abbiamo parlato in queste ore, immaginiamo di dover portare la questione all'attenzione delle istituzioni europee ma non solo. Abbiamo apprezzato le dichiarazioni di Ban Ki-Moon, abbiamo apprezzato la collaborazione che ci ha offerto Obama. Abbiamo consapevolezza che questa crisi umanitaria oggi deve vedere l'impegno non solo di Malta e non solo dell'Italia».

Organizzazione criminale che fa soldi sulla pelle dei migranti
«Stiamo intervenendo su un gommone con 100-150 persone a bordo e una barca più grande con circa 300 persone», ha detto ancora premier Matteo Renzi. «Il fatto che in queste ore, anche di fronte a ciò che è accaduto, vi sia un'escalation di spedizioni, perché così le chiamano gli scafisti, di questi viaggi della morte, è il segno che siamo in presenza di un'organizzazione criminale che sta facendo tanti soldi e sta rovinando tante vite», ha osservato Renzi.

«Prenderemo gli scafisti e li puniremo»
«Il punto è che il nostro Paese non può permettere il commercio di vite umane, e andremo a prendere gli schiavisti: lo faremo. Questo chiederemo alla comunità internazionale: di considerare una priorità poter assicurare alla giustizia questi criminali». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro di Malta, Joseph Muscat. "La discussione al Consiglio Ue deve dimostrare che" il traffico di essere umani "non è un problema di Italia o Malta: se si ha un cuore non si può accettare che uomini e donne siano condannati a morire magari chiusi in una stiva".