22 settembre 2020
Aggiornato 16:00
M5s su Legge elttorale

Blog Grillo: con Italicum più seggi che in Costituzione

Il M5S ha già annunciato che presenterà un emendamento in commissione proprio per correggere l'errore presente nel testo della legge elettorale che prevederebbe 640 seggi per 630 membri. «Non sono stati neppure in grado di scrivere una legge elettorale questi signori», spiega il M5s.

ROMA (askanews) - «Nella legge elettorale in corso di esame alla Camera, il cosiddetto Italicum, il M5S ha scoperto un errore di calcolo da prima elementare. L'Italicum infatti prevede più seggi di quelli della Costituzione». Lo denunciano Fabiana Dadone, capogruppo M5S Camera, e Danilo Toninelli, portavoce M5S Camera in un post sul blog di Beppe Grillo.

«L'Italicum di Renzi e Berlusconi»
Il M5S ha già annunciato che presenterà un emendamento in commissione proprio per correggere questo errore: «Oltre ad essere una legge schifosa, l'Italicum è stato anche scritto con i piedi. Oggi analizzando il testo che ci è arrivato dal Senato, abbiamo scoperto un errore madornale - spiegano i grillini -. La Costituzione prevede che la Camera dei Deputati sia composta da 630 membri. Ebbene, con l'Italicum scritto dal Pd e da Berlusconi si arriva addirittura fino a 640. Sapete perché? Chi vince il premio di maggioranza prende 340 seggi, i restanti seggi 290 vengono distribuiti tra gli altri partiti. Ma si sono dimenticati del Trentino Alto Adige e della Valle D'Aosta (dove ci sono i collegi uninominali). Quei 10 seggi vanno sommati ai 630 previsti dalla Costituzione. In totale fanno 640. Non sono stati neppure in grado di scrivere una legge elettorale questi signori».

L'emendamento del M5S
«Dopo aver scoperto il macroscopico errore nell'Italicum che porterebbe all'elezione di più deputati di quanti previsti in Costituzione, il MoVimento 5 Stelle ha depositato un emendamento per correggere lo strafalcione della maggioranza». Lo rende noto il gruppo parlamentare del M5S a Montecitorio. Ieri, infatti, in un'audizione in commissione il problema è stato sollevato dal professor Lorenzo Spadacini, dell'Università di Brescia, che ha rilevato un errore di calcolo nel testo della legge elettorale.