16 luglio 2024
Aggiornato 14:30
Corte d'assise d'appello di Taranto

Processo Scazzi, nominati periti per i file su celle telefoniche

La nuova perizia tecnica dovrà stabilire se i Carabinieri del Ros hanno analizzato ed interpretato correttamente, nelle loro valutazioni scientifiche ed investigative, i dati tecnici forniti dal loro sistema di rilevamento delle celle telefoniche.

TARANTO (askanews) - La Corte d'assise d'appello di Taranto, presieduta dal giudice Rosa Patrizia Sinisi, ha respinto tutte le richieste dei difensori di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, condannate in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne strangolata ad Avetrana il 26 agosto del 2010.

La Corte tuttavia, per chiarire i dubbi sollevati nella precedente udienza dalle difese, che adombrarono la possibilità di un errore di analisi dei file di Log da parte dei carabinieri del Ros nella perizia sull'aggancio delle celle dei cellulari delle imputate, ha disposto la nomina di tre periti d'ufficio: il professor Giuseppe Vecchi del dipartimento di Elettronica e telecomunicazioni dell'università di Torino, la sua collega Michela Meo e l'ingegner Piergiorgio Mauri. La Corte conferirà l'incarico ai periti il 10 aprile prossimo.

Slitta così la discussione delle parti, che doveva iniziare proprio ad aprile con la requisitoria del procuratore generale Antonella Montanaro.

La nuova perizia tecnica dovrà stabilire se i carabinieri del Ros hanno analizzato ed interpretato correttamente, nelle loro valutazioni scientifiche ed investigative, i dati tecnici forniti dal loro sistema di rilevamento delle celle telefoniche. Nelle precedenti udienze il difensore di Sabrina Misseri, avvocato Nicola Marseglia, aveva presentato una memoria difensiva con allegata una perizia tecnica di parte del perito informatico Antonio Politi, con cui aveva sollevato dubbi sull'operato del Ros, in particolare modo sull'aggancio di una cella telefonica del cellulare di Cosima Serrano alle 15.25 del giorno del delitto, circa un'ora dopo l'omicidio secondo la ricostruzione della sentenza di primo grado.

La Corte ha respinto i rilievi della difesa e dichiarato inammissibile, perché tardiva ed irrituale, la perizia di parte, in quanto le questioni sulla utilizzabilità della perizia del Ros erano già state superate nelle fasi preliminari del processo di secondo grado. I giudici di secondo grado non ritengono utile ascoltare i carabinieri del Ros o il perito della difesa. La nuova perizia affidata a tre esperti, dovrà quindi solo chiarire eventuali errori materiali nella lettura dei file captati dagli strumenti del Ros dei carabinieri.