24 giugno 2024
Aggiornato 16:00
Il delitto di Avetrana

Sarah Scazzi, a Taranto depone il fratello Claudio

«Ivano sapeva di essere molto ambito ma faceva il finto tonto. Una sera chiesi a Sarah se Ivano le piacesse, ma lei rispose di no. Anche se subito dopo fece una risata e cambiò discorso». Concetta Serrano: «Mia figlia era allegra e solare»

TARANTO - E' cominciata con quasi due ore di ritardo a Taranto l'udienza del processo per il delitto di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana, in provincia di Taranto. Il primo teste chiamato a deporre è Claudio Scazzi, fratello maggiore della vittima. Claudio Scazzi ha raccontato degli ultimi giorni trascorsi ad Avetrana prima della scomparsa di Sarah e dell'ossessione che Sabrina Misseri (imputata con la madre Cosima Serrano di concorso in omicidio, sequestro di persona, soppressione di cadavere e furto del cellulare della vittima) aveva con Ivano Russo amico comune e ragazzo conteso tra le due cugine.

Ivano sapeva di essere molto ambito ma faceva il finto tonto - «Sarah usciva spesso con Sabrina. Quando io arrivai ad Avetrana ad agosto - ha detto Claudio -, anch'io frequentavo la stessa comitiva che era quella di Sabrina. Io credevo che mia cugina e Ivano Russo stessero insieme perché avevano un rapporto ambiguo. Era come se fosse una coppia di fidanzati. Quando arrivava Ivano, la prima che lui salutava era Sabrina. Lui la provocava, la baciava, la stuzzicava. Ma quando gli ho chiesto come stessero le cose, mia ha sempre detto che non c'era niente tra loro. Io parlai con Sabrina e le dissi di stare attenta con questo elemento, ma lei disse: «Meglio così che niente», e mi fece capire che preferiva anche essere presa in giro da Ivano, piuttosto che perderlo». Claudio Scazzi ha detto di essere stato informato da Sarah del rapporto sessuale interrotto tra Ivano e Sabrina.
«In casa si parlava spesso di questa relazione. Sarah mi disse che Ivano una sera aveva fatto spogliare Sabrina e poi l'aveva fatta rivestire. Sabrina non riusciva a liberarsene, ma Sarah mi disse che nostra cugina ci era rimasta male. Quando ne parlai con Ivano, lui mi mentì. Mi disse che non aveva mai fatto nulla per far capire a Sabrina che c'è altro tra loro oltre l'amicizia. La faceva passare quasi per una pazza. Io ero a conoscenza dell'episodio che mi aveva raccontato Sarah e capii che mi stava mentendo. Ivano sapeva di essere molto corteggiato e ambito, ma faceva il finto tonto. A me questa cosa non piaceva affatto perché avevo paura che potesse trattare allo stesso modo anche Sarah».

Claudio Scazzi ha anche parlato del rapporto tra Ivano e Sarah. «Vedevo che mia sorella aveva atteggiamenti molto affettuosi con Ivano e lui non faceva nulla per allontanarla. Questa cosa non mi andava bene perché pensavo che Ivano un domani potesse fare la stessa cosa con mia sorella. Una sera chiesi a Sarah se Ivano le piacesse, ma lei rispose di no. Anche se subito dopo fece una risata e cambiò discorso».

Concetta Serrano: Sarah era allegra e solare - Dopo la testimonianza di Claudio Scazzi, durata circa due ore, è in corso in Corte d'Assise la deposizione di Concetta Serrano Spagnolo, madre di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana, uccisa il 26 agosto 2010. La donna sta ricostruendo gli ultimi momenti di vita della figlia, dall'uscita nel primo pomeriggio da casa, fino agli istanti drammatici del ritrovamento del cadavere. «Sarah era una ragazzina allegra, solare. Non si sapeva tenere niente dentro. Tutto quello che sentiva dire in giro raccontava. Ultimamente - ha detto la madre della vittima -, l'avevo vista cambiata. Era sicura, energica. Sembrava che avesse acquisito autorità, si imponeva. Sarah mi raccontava di Sabrina e Ivano. Diceva che Sabrina voleva più della semplice amicizia, ma Ivano non la voleva come compagna. Sarah criticava Sabrina, diceva che non aveva dignità perché si faceva trattare in quel modo. Una volta la sentii parlare al telefono con la cugina. Sarah disse:» Lui non ti vuole? Io gli avrei tirato un calcio».