14 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Il governatore leghista ricandidato in Veneto chiede al ministro di lasciare

Zaia: Lupi resta e Renzi tace, devo pensare male?

Per il governatore del Veneto non ci sono dubbi: il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, deve lasciare la carica. L'inchiesta di Firenze che ha portato all'arresto per corruzione di diversi nomi noti dell'imprenditoria italiana vede implicato anche Lupi. Zaia, inoltre, denuncia il silenzio inaccettabile del premier. Anche M5s urla la stessa cosa: Renzi prenda una posizione.

ROMA (Askanews) - «Sono a favore delle dimissioni del ministro Lupi». Lo ha detto Luca Zaia, presidente leghista della regione Veneto ricandidato dal Carroccio, intervenendo ad Agorà, su Rai3. «Il fatto che si siano attese 24 ore e ancora non ci siano risposte, il fatto che il presidente del Consiglio, che molto si agitava per le dimissioni della Cancellieri quando lui era sindaco di Firenze, oggi non abbia ancora proferito parola, mi fa pensare male», continua il governatore del Veneto, a proposito dell'inchiesta di Firenze e delle implicazioni per il ministro Lupi, su cui il premier Matteo Renzi ancora non ha preso posizione ufficialmente. E sull'opportunità delle dimissioni del ministro dice: «Io sono garantista e credo che i processi non vadano fatti nella pubblica via, ma in questa fase c'è un fatto di opportunità politica che è cogente».

M5S: SILENZIO ASSORDANTE DEL PREMIER - Anche il Movimento 5 Stelle insiste sul silenzio del presidente del Consiglio, inaccettabile in un momento di tale delicatezza. «Il ministro Lupi si nasconde dietro un dito sostenendo che Incalza oggi non lavora più al suo ministero. Il problema è che vi lavorava, al suo ministero, nel periodo incluso nell'inchiesta della magistratura». Lo affermano i deputati del M5S della Commissione Infrastrutture e Trasporti della Camera. «Quell'inchiesta - proseguono - che ha portato all'arresto di Mr. Opere Pubbliche. E il ministro lo ha sempre difeso. Guarda caso poi oggi il ministro Rolex ha utilizzato quelle stesse parole per l'erede di Incalza, Signorini. Sostiene che si tratta di una persona competente, che ha titoli ed esperienze. Proprio come disse per Incalza in risposta alla nostra interrogazione di luglio. È un deja vu: non è che anche questa risposta gliel'ha scritta lo zio del ministro Madia? Dal ministro nessun passo indietro, nessuna verifica, nessuna chiarezza. Solo una strenua difesa del sistema. E in tutto questo è sempre più assordante il silenzio di Renzi e del Pd».

LIUZZI: LUPI PORTAVOCE DEL MINISTRO INCALZA - «Portavoce del Ministro Incalza, uomo da cui lei prende ordini». Con queste parole, la deputata M5S Mirella Liuzzi ha introdotto la sua interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, finito nella bufera per i suoi rapporti con l'ex dirigente del Ministero Ercole Incalza, da ieri in carcere. «Mi auguro che questa volta - ha aggiunto la deputata pentastellata dopo la risposta di Lupi - che quanto appena letto lo abbia scritto lei e non lo zio della Madia. Renzi si limita a un vago 'serve chiarezza' mentre per la Cancellieri chiese le dimissioni. Due pesi e due misure. Dove era Renzi quando chiedemmo a luglio la rimozione di Incalza? Continuate a fare tutto tra di voi e sulle spalle degli italiani. Fuori i lupi dal governo e dal Parlamento, fuori quelli che rubano milioni all'Expo e poi tassano gli agricoltori, fuori i corrotti che causano perdite al paese per decine di miliardi e poi dicono che non ci sono le risorse per il reddito di cittadinanza».