20 agosto 2019
Aggiornato 12:30
Palombella commenta la «coalizione sociale» del leader della Fiom

UILM: Landini, auguri, ma lascia fuori il sindacato

Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, si dice finalmente soddisfatto della scelta intrapresa dal leader delle tute blu, Maurizio Landini, che, ospite di Lucia Annunziata, ha annunciato l'avvio della sua «coalizione sociale», con la quale si propone di cambiare il Paese insieme ai lavoratori. «Finalmente è uscito allo scoperto e ha dichiarato che il sindacato gli sta stretto»

ROMA - «Finalmente Landini dopo tanti anni di equivoci è uscito allo scoperto». Così il segretario generale della Uilm – Unione italiana lavoratori metalmeccanici – Rocco Palombella commenta, in un'intervista al DiariodelWeb.it, le dichiarazioni del leader della Fiom, Maurizio Landini, che, ospite di Lucia Annunziata sulla Rai lancia la sua proposta politica della «coalizione sociale».

IL COMING OUT DI LANDINI - La scelta del leader delle tute blu non stupisce affatto Rocco Palombella, che, anzi, aspettava da tempo che Landini facesse 'coming out' rispetto alle sue intenzioni politiche, da sempre insite nelle sue parole e mai palesate pubblicamente. È per questo che il leader di Uilm parla addirittura di giornata storica per il sindacato. «È uscito allo scoperto e ha dichiarato che il sindacato gli sta stretto – continua il leader di Uilm –. Cioè l'organizzazione sindacale non è il soggetto a cui lui fa riferimento. E quindi prova ad allargare a soggetti che non hanno nulla a che fare col sindacato. Quando lui parla di coalizione sociale noi già la abbiamo dichiarata. La coalizione sociale è già sindacato, con la sua organizzazione, con le sue tutele, con la sua struttura. Aprire ad altri soggetti significa uscire fuori dal sindacato. E finalmente Landini lo ha fatto in modo pubblico. Certo, con una forma di contraddizione: vuole continuare ad utilizzare il sindacato per poter portare a termine un progetto che non ha nulla a che fare col sindacato. Noi lo dicevamo da diverso tempo. Sabato è stata una giornata storica: Landini ha utilizzato, ancora una volta, la sede sindacale storica della Fim, Fiom, Uilm per poterla violare definitivamente, cioè per aprire a soggetti che nulla hanno a che fare col sindacato».

IL SINDACALISTA ATIPICO - Si è trattato, senza ombra di dubbio, di un sindacalista atipico, Maurizio Landini, secondo il pensiero del collega della Uilm. Era, però, evidente sin da subito che le idee del leader della Fiom non corrispondessero a quella che è la struttura ortodossa del sindacato, sempre propenso, invece all'accezione politica dell'azione dei lavoratori. «Io l'unica cosa che sento di dire a Landini è auguri – continua Palombella –, nel senso che ovviamente l'ho avuto come soggetto sindacale per pochissimo tempo. In questi anni abbiamo cercato in tutti i modi, ma il problema è che lui era già con la testa avanti. È per questa ragione che lui non ha firmato tre contratti. Sono stato uno di quelli che si è spinto di più nel dire che nell'elaborazione della piattaforma dei metalmeccanici prova a rientrare. Un sindacalista che non firma due contratti, addirittura anche il terzo, è un sindacalista anomalo. Io sono stato apripista di tutti, ma mi rendo conto che lui, ormai, con la mente è altrove, alla ricerca di un movimento politico. E infatti sta aprendo a circoli, a strutture diverse che nulla hanno a che fare con la struttura sindacale».

LO SPECCHIETTO DELLE ALLODOLE DEL SINDACATO - Ma perché Landini si serve del sindacato, della Fiom e della Cgil, soprattutto, nonostante abbia già tracciato una strada che esula dalla natura sindacalista? «Per avere visibilità, è ovvio – continua Rocco Palombella –. Il sindacato gode di una visibilità, di una neutralità, ma anche di un consenso da parte delle persone. E Landini sa benissimo che i partiti hanno un consenso paragonabile al 5, al 6%. I sindacati hanno una rappresentanza che, per quanto riguarda gli iscritti, in qualche caso va anche oltre il 40, 50%, per quanto riguarda le elezioni dell'Rsu arriva anche al 90%. Quindi a lui interessa la visibilità sindacale per poter lanciare un progetto che è di natura politica. Io dico che sarebbe opportuno a questo punto punto liberare il sindacato. Il sindacato ha una sua rappresentanza. Altro che cambiare il sindacato: Landini vuole cambiare la politica, i partiti, ed è giusto che lo faccia. È libero di poterlo fare», conclude il segretario generale della Uilm Palombella.

LANDINI: IO E I LAVORATORI CONTRO RENZI - «Io e i lavoratori cambieremo il Paese più di Renzi». La prima pietra è stata posata. Il leader di Fiom, Maurizio Landini, lancia la sfida al premier, Matteo Renzi, avviando ufficialmente la 'coalizione sociale' che da tempo andava annunciando. «La coalizione sociale parte dal sindacato, io devo riunire tutti i lavoratori», ha affermato Landini ospite della trasmissione Rai di Lucia Annunziata, In Mezz'ora. «Finora stiamo stati assieme e abbiamo intenzione di proseguire assieme», ha affermato il leader di Fiom alla giornalista Rai in merito al rapporto con la numero uno di Cgil, Susanna Camusso. Sui diritti dei lavoratori, Landini afferma di voler continuare a portare avanti la battaglia con il sindacato della Camusso: «Con la Cgil abbiamo intenzione di creare un nuovo statuto dei lavoratori e lo faremo raccogliendo le firme per un ddl di iniziativa popolare coinvolgendo anche gli iscritti, decideremo anche per un referendum abrogativo del Jobs Act». Non mancano, però, le frecciatine alla Cgil, nella quale, secondo Landini, ci sarebbero punti da rivedere: «C'è un problema di riforma anche della Cgil, quello che sta accadendo cambia tutto e anche il sindacato deve cambiare o è fuori». Dal canto suo, dallo staff di Camusso arriva la smentita: nessuno era stato avvertito dell'iniziativa di Landini e della Fiom per il lancio della «coalizione sociale», addirittura sottolineando che non c'è stato da parte di Cgil alcun appoggio esplicito all'iniziativa.