26 maggio 2019
Aggiornato 00:00
Il segretario confederale di Cisl commenta la «coalizione sociale»

Farina: Landini fugge dalla responsabilità sindacale e si rifugia nella politica

Il leader della Fiom, Maurizio Landini, lancia la sfida al governo Renzi e presenta la «coalizione sociale», attraverso la quale si propone, col supporto di associazioni e organizzazioni sociali, di riportare il diritto del lavoro al centro dell'attenzione politica. Per Giuseppe Farina di Cisl la mossa di Landini sarebbe la risposta al fallimento sindacale di Fiom.

ROMA - «È una fuga dalle responsabilità sindacali e un tentativo di rispondere alle sconfitte sindacali con una fuga nella politica». Giuseppe Farina, segretario generale di Fim Cisl, in un'intervista rilasciata al DiariodelWeb.it, commenta la coalizione sociale della Fiom di Maurizio Landini, che, lo scorso sabato, alla presenza di diverse associazioni e organizzazioni sociali, ha posto la prima pietra di un progetto con cui si propone di riportare il diritto del lavoro al centro dell'attenzione politica.

LA COALIZIONE COME RISPOSTA AL FALLIMENTO - «La 'coalizione sociale' a cui pensa la Fiom, personalmente, non penso sia utile alla politica – spiega il segretario confederale - serve ai lavoratori e al sindacato. È un tentativo di fuga nella politica, dopo le sconfitte che, con ogni evidenza, la Fiom sta registrando nelle azioni sindacali. Quindi è una fuga dalle responsabilità sindacali e un tentativo di rispondere alle sconfitte sindacali con una fuga nella politica. Una fuga dalla responsabilità e una fuga nella politica. Io credo che la Fiom stia anche prendendo atto della sua irrilevanza proprio tra i lavoratori e nell'azione sindacale. Quindi cerca uno spazio politico più ampio dove poter collocare le battaglie di questi anni», continua Giuseppe Farina.

LA POLITICA NEL SINDACATO E' NELLA CONTRATTAZIONE - In merito all'accezione politica del sindacato, il segretario confederale di Cisl spiega che la politica è parte integrante dell'azione sindacalista, a patto che sia proiettata verso l'interno e si concentri sulle responsabilità che il sindacato porta con sé, ovvero quelle concernenti i lavoratori. «Il sindacato diventa soggetto politico facendo sindacato e lo diventa nella contrattazione – spiega, ancora, Farina –. La soggettività politica del sindacato non è a prescindere: si misura nell'esercizio della contrattazione, nel fare accordi, nel fare i contratti nazionali e nel contrattare. Quindi la soggettività politica nei sindacali è naturale. Anch'io penso che i sindacati abbiano una soggettività politica, ma penso che, a differenza della politica, deve essere esercitata nella contrattazione e nel fare proprio sindacato. Più si fa sindacato al cento per cento e più si è soggetti politici forti», conclude il segretario confederale Cisl.

LA GUERRA DI LANDINI - La coalizione sociale del leader delle tute blu di Fiom pervade, ormai, da giorni giornali e tv, ma la questione solleva non poche perplessità nei sindacati, come nella politica. I sindacati si dicono in disaccordo sull'idea di una azione prettamente politica che si serva, in qualche modo, della bandiera del sindacato. Una situazione ambigua cui il leader della Fiom dovrebbe porre chiarezza. Maurizio Landini, dal canto suo, dichiara che quella appena nata non può essere definita associazione di associazioni né partito politico. Un'azione che metta al centro il diritto del lavoro, «vogliamo unire tutto ciò che, invece, il governo sta dividendo», afferma proprio Landini nella conferenza stampa a margine dell'incontro di sabato. Una sfida che il leader di Fiom lancia al governo Renzi, quindi: «Siamo di fronte ad una novità assoluta: non era mai successo che il governo eletto dal Parlamento nel nostro Paese, dal dopoguerra ad oggi, facesse leggi che cancellano diritti nel lavoro conquistati da chi lavora, senza alcun confronto non solo con le organizzazioni sindacali organizzate, ma nemmeno con le persone che questi diritti hanno», continua ancora Landini.

DON CIOTTI: LIBERA FUORI DAI GIOCHI POLITICI - Libera, Emergency, Libertà e Giustizia e altre organizzazioni sociali erano presenti all'incontro di lancio della coalizione sociale. Ci saranno altre occasioni, assicura il leader della Fiom. Intanto qualche crepa inizia a palesarsi anche su questo fronte. Il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, – in un'intervista rilasciata a La Repubblica – fa chiarezza sui rapporti con Landini e spiega: «Libera non aderisce a nessuna coalizione per il semplice fatto che è un coordinamento di associazioni, più di 1.600. Ciascuna realtà è libera di aderire, di costruire i propri percorsi e fare le proprie scelte. Ma Libera non aderisce. Con Fiom ed Emergency noi collaboriamo, Gino Strada, Maurizio Landini, Cecilia Strada sono da anni amici per cui nutro stima e affetto». Libera non nasce per scendere in politica e non lo farà nemmeno con Landini: «Libera deve restare fuori da questi giochi», afferma ancora il sacerdote dell'antimafia. «Non c'è adesione alla coalizione ma ai temi. La lotta alle forme di povertà, contro le ingiustizie, la lotta per il lavoro, per i servizi sociali, per la salute, è un impegno che ci deve coinvolgere tutti come cittadini. Io credo in questo, ho speso la vita per questo. Dopodiché incoraggiamo il governo a fare bene la sua parte». Si tratta di una condivisione di esigenze, per don Ciotti, che si concretizza nella pratica quotidiana dell'azione sociale portata avanti da Libera nella lotta alla mafia e a tutto ciò che ne consegue.