14 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Assemblea di Coalizione Sociale

«Coalizione sociale fa paura perchè non è un partito»

Nel suo intervento conclusivo all'assemblea costituente del movimento il leader della Fiom ha risposto a chi ipotizzava la nascita di un nuovo partito con Coalizione sociale: «Non siamo fuorilegge, nostra finalità è cambiare leggi sbagliate»

ROMA (askanews) - «Chi pensava che da qui sarebbe uscito un movimento o un partito politico e si sbagliava adesso ha paura perché non sa cosa stiamo facendo. E hanno ragione ad aver paura». Maurizio Landini chiarisce il significato e gli obiettivi di Coalizione sociale.

Nel suo intervento conclusivo all'assemblea costituente del movimento il leader della Fiom ha risposto a chi ipotizzava la nascita di un nuovo partito con Coalizione sociale. «Erano tutti più contenti se si fosse usciti da qui con una forza politica - ha detto -, proprio perchè di questo non ne abbiamo parlato, adesso hanno paura perchè non capiscono cosa sta succedendo».

«La nostra finalità - ha spiegato Landini - non è essere dei fuorilegge ma cambiare quelle leggi sbagliate. Se le leggi ledono i diritti devono essere cambiate. Io nell'attività sindacale mi sono sempre mosso chiedendo l'applicazione delle leggi. Oggi siamo in un'altra situazione, oggi io non posso chiedere l'applicazione del jobs act ma devo cambiarlo. Anche nella scuola dobbiamo contestare e sostenere la contestazione per cambiare quella legge».

Rivolgendosi alla platea del centro congressi Frentani a Roma il leader sindacali ha sottolineato che «ognuno di noi deve essere con coraggio disponibile a un cambiamento. Ognuno di noi deve continuare a fare quello che fa ma dobbiamo insieme costruire quella unità d'azione e capacità di progetto che fa dell'unità la novità».

«Ci siamo rotti le scatole - ha aggiunto Landini - di essere quelli che pagano le tasse che si fanno il mazzo e non contano nulla nelle decisioni che vengono prese nel Paese e in Europa. Nel paese c'è una frantumazione che ci paralizza. Dobbiamo cogliere che questa frantumazione e contrapposizione creata in questi anni la dobbiamo radicalmente cambiare. Nessuno ha mai fatto una cosa così e sappiamo che non è né semplice né facile».

Per il sindacalsta «il problema è come evitare il conflitto tra di noi e come trasferire l'unità tra di noi in un conflitto contro chi ha creato questi problemi e non li risolve, come il diritto alla casa, all'istruzione, al lavoro. Quello che sta succedendo nel Paese - ha proseguito - è che non c'è una rappresentanza. Quello che ci ha portato a questo non è altruismo è la volontà di cambiare ciò che è sbagliato mettendoci in discussione, cercando di capire cosa abbiamo sbagliato se non siamo stati in grado di farci capire su cosa doveva essere cambiato e che era sbagliato».

Secondo Landini «il punto di novità è capire che le singole esperienze che stiamo mettendo in campo devono dialogare tra di loro. O si costruisce un progetto generale in grado di tenere assieme queste cose nella pratica o non esisterà nessun movimento. La coalizione sociale esisterà se si costituiscono tante coalizioni sociali nei territori e tante pratiche sociali nei territori, altrimenti non esisterà».