25 agosto 2019
Aggiornato 08:00
il deputato M5s smonta il decreto che trasforma in Spa le banche

Villarosa: «Il dl Banche Popolari viola la Costituzione»

Il Movimento 5 Stelle presenta a Montecitorio la proposta di indagine conoscitiva per far chiarezza sui tanti nodi insoluti del dl Banche Popolari. Il deputato Alessio Villarosa snocciola le problematiche insite nel decreto del governo, smontando la propaganda addotta da Renzi&Co. per giustificare il dl in questione.

ROMA - «La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. Ebbene l'articolo 45 della Costituzione quindi spinge alla forma cooperativa. E cosa fa il governo? Il governo fa l'esatto contrario: riconosce la speculazione privata, obbligando una forma cooperativa a trasformarsi in Spa». Il deputato Alessio Villarosa, in occasione della conferenza stampa a Montecitorio in cui il Movimento 5 Stelle proponeva lo svolgimento di un'indagine conoscitiva per far chiarezza sul dl Banche Popolari, smonta con precisione chirurgica la propaganda messa in moto dal governo Renzi per giustificare il dl in questione.

L'INIZIATIVA PRIVATA ECONOMICA NON È LIBERA - È sempre appellandosi alla Carta costituzionale che l'onorevole Villarosa continua la meticolosa smentita delle spiegazioni del governo al decreto che trasforma le Popolari in Spa. «La legge – continua Villarosa – promuove e favorisce l'incremento, come si può mettere un limite a questo incremento? Questa è una domanda a cui nessuno ha voluto dare una risposta, così come a quella del limite degli otto miliardi. Articolo 41 della Costituzione: l'iniziativa privata economica è libera. Non più. Perché? Perché qualcuno, un socio, i soci, hanno deciso liberamente di intraprendere un'iniziativa economica all'interno di una banca cooperativa. Da un giorno all'altro si trovano in mano delle azioni che non sono più di una società cooperativa, ma di una società per azioni, con una forma giuridica diversa, con una struttura differente, con investimenti differenti e rischi differenti».

LA SCUSA DEL CREDITO ALLE IMPRESE - Il deputato del Movimento 5 Stella va avanti elencando tutti i punti controversi del dl Banche popolari. Riguardo la questione della mutualità prevalente, questa «è stata introdotta nel 2004, ma la mutualità affievolita esiste ancora nelle banche popolari». Villarosa continua nello scopo di confutare le giustificazioni messe in campo dal governo per smantellare le banche popolari, sottolineando l'insensatezza del credito maggiore alle imprese tramite la trasformazione delle popolari in Spa. «Un'altra assurdità alla quale nessuno ha voluto dare risposta è questa – continua il deputato –: la riforma serve per dare più credito alle imprese. Bankscope, che raccoglie 400mila osservazioni ed è la maggiore banca mondiale del settore, dichiara che nel periodo che va dal 1998 al 2010 le banche cooperative, pur mediamente più piccole di quelle non cooperative, hanno rapporto tra credito e totale degli attivi mediamente superiore di cinque punti percentuali rispetto agli altri intermediari. Quindi afferma il contrario di quanto sostiene il governo. La Cgia di Mestre dichiara che le banche Popolari hanno aumentato i prestiti alla clientela del 15,4% durante il credit crunch. Quindi i dati dicono l'esatto contrario di quanto dice il governo».

L'EUROPA NON CE LO CHIEDE - Per quanto concerne, invece, il riordino dovuto al contesto, «il rapporto Liikanen – continua il deputato pentastellato – degli esperti dell'Unione europea – perché ci tirano sempre fuori gli esperti dell'Unione europea – ha dichiarato che la dimensione ottima delle banche è di venti miliardi di attivi, ma di tutte le banche, commerciali e cooperative. Quindi chi dice la verità? Perché ci dicono che la Bce e la Comunità europea vogliono la trasformazione delle nostre banche Popolari, dicono solo delle banche italiane. Perché quando la Bce fa queste dichiarazioni si riferisce solo alle banche italiane? E guardando alle varie Rabobank, Pohjola, Credit Mutuel, Credit Agricole, Credit Cooperative, alle Volksbanken e Raffeisenbanken, scopriamo che esistono diverse banche con strutture molto simili alle nostre banche Popolari, a voto capitario, con attivi molto più alti degli otto miliardi. Perché in Europa non si fa questa modifica e si fa solo in Italia? Allora vengono utilizzati gli stress test in Europa per dire che le Popolari sono fragili? Ma quando gli stress test hanno detto che le Popolari erano fragili e non avevano possibilità di reperire capitali nel mercato, cosa hanno fatto le Popolari? Hanno reperito capitali nel mercato. Ce l'hanno fatta? Sì, ce l'hanno fatta. Allora gli Asset Quality Review non dicono quello che il governo ci viene a dire».

LA PARTECIPAZIONE AI RISCHI DELLE BANCHE - Per il Movimento 5 Stelle, queste ed altre ancora sarebbero le motivazione addotte dal governo per il decreto sulle Popolari che, in realtà, non avrebbero alcuna base concreta. «Noi stiamo depositando un'indagine conoscitiva – conclude il deputato Villarosa – in cui chiederemo sulla scelta del limite patrimoniale, chiederemo il perché del recesso dei soci – perché stanno attuando la partecipazione ai rischi delle banche indirettamente con questa operazione, perché se chi ha una azione con la banca cooperativa avrà un'azione della Spa e questa Spa fallirà, questo socio perderà azioni, e non le perde per una sua scelta, ma per una scelta del governo e, quindi, partecipa ai rischi della banca senza poter decidere nulla. Anzi, avendo qualcosa di imposto e senza poter uscire, perché non si può chiedere né il recesso né il rimborso delle azioni. Questo è un precedente pericolosissimo che potrà accadere in qualsiasi campo. Quindi anche chi non è interessato alle questioni bancarie, deve essere altrettanto preoccupato, perché potrebbe accadere ancora in qualunque ambito», afferma in conclusione il deputato 5 Stelle.