19 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Banche venete

Banche Venete, Borghi (Lega) al Telegraph: crisi frutto delle politiche dell'Ue

La crisi delle banche venete sbarca sul Telegraph, ed attira l'attenzione di una sua firma storica, quella di Ambrois Evans-Pritchard. Che raccoglie in proposito la dichiarazione dell'economista della Lega Claudio Borghi

Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ANSA

ROMA - La crisi delle banche venete sbarca sul Telegraph, quotidiano londinese, ed attira l'attenzione di una sua firma storica, quella di Ambrois Evans-Pritchard. Che definisce il piano di emergenza per salvare le due banche venete per un costo complessivo di 17 miliardi di euro «un fiasco di prim’ordine». Il quotidiano inglese riconosce le responsabilità dell'Italia, che ha «lasciato che la crisi si incancrenisse», ma sottolinea anche come la colpa "sottostante" sia imputabile al regime insostenibile imposto dalle stesse autorità UE. Perché, sostiene il giornalista, se Bruxelles e Francoforte avessero permesso all’Italia di nazionalizzare Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza con condizioni flessibili due anni fa, la crisi sarebbe stata ricomposta con molti meno danni all’economia italiana e con un costo decisamente inferiore per lo Stato. Ora, invece, sono i contribuenti italiani a pagare il conto. Un conto che potrebbe ammontare fino a un punto percentuale di PIL, spingendo in questo modo il debito pubblico al 133%.

Chi fa profitto, chi ci rimette
A fare profitto, gli speculatori che si sono appropriati del debito di queste due banche, con uno sconto del 70% rispetto al valore nominale. Secondo le nuove regole bancarie dell’eurozona, la società non dovrebbe farsi carico delle perdite delle banche in fallimento, fintanto che gli investitori non abbiano subito il maggiore impatto. Questo principio è stato subito infranto semplicemente individuando un cavillo nella legge. Bruxelles, spiega Evans-Pritchard, ha infatti permesso una deroga alle normali regole riguardo gli aiuti di stato, sostenendo che il pacchetto di salvataggio era necessario per «evitare perturbazioni economiche nella regione veneta».

Termini dell'intervento incredibili
Il giornalista definisce addirittura «incredibili» i termini dell'intervento. Per decreto, infatti, le attività sane saranno separate e vendute per la somma simbolica di 1€ a Banca Intesa, che otterrà anche un’iniezione di contanti di 5,2 miliardi di euro dallo stato per preservare i suoi coefficienti patrimoniali. Il Telegraph, quotidiano euroscettico ma notoriamente di sinistra, raccoglie in proposito il commento del responsabile per l'Economia della Lega Nord, Claudio Borghi: «Bella la vita. Lo Stato stacca un assegno ad Intesa e le regala tutte le attività migliori, mentre i contribuenti si tengono le attività marce. E’ incredibile» ha detto Claudio Borghi, capo economista della Lega Nord.

Il commento di Borghi
Secondo Borghi, le due banche venete avrebbero potuto essere riportate in salute con gli interventi opportuni. Anche se i crediti inesigibili rappresentavano il 37% dei prestiti totali, a suo avviso la principale causa della crisi non è stata l’eccessiva propensione a concedere prestiti o la speculazione.«Abbiamo vissuto 13 trimestri di recessione. L’austerità che abbiamo dovuto sopportare avrebbe distrutto qualsiasi sistema bancario. Il vero problema è il ‘decennio perso’ dell’Italia». Borghi è estremamente critico nei confronti della politica economica dell'Ue.«Dire ai cittadini che non si possono più salvare le banche, è come buttare benzina sul fuoco. Le persone non stanno ad aspettare di essere liquidate. Non sono stupide» ha fatto notare l'economista. In effetti, è stato il timore di bail-in a causare una lenta fuga di capitali dal sistema bancario italiano. Così, le due banche venete hanno perso il 44% dei propri depositi tra giugno 2015 e marzo 2017, e sono entrate in un circolo vizioso. Il cui dramma, insieme a quello di Monte dei Paschi di Siena, l’emorragia di depositi è stata di 65 miliardi di euro.