12 aprile 2021
Aggiornato 08:00
FdI non crede al bluff del M5S

Mollicone: «Per Grillo questa è l'ultima spiaggia»

Anche Grillo ci ripensa. Sembra aver voglia di cambiare passo e direzione: i suoi toni sono più pacati, le proposte seducenti e il linguaggio meno violento. Dal centrosinistra il leader pentastellato viene accolto a braccia aperte, mentre il centrodestra guarda con sospetto a quella che ritiene una vera e propria strategia politica di sopravvivenza.

ROMA - Anche Grillo ci ripensa. Sembra aver voglia di cambiare passo e direzione: i suoi toni sono più pacati, le proposte seducenti e il linguaggio meno violento. Nel suo vocabolario sono spariti i «vaffa» e gli improperi, gli ex-nemici ora sono potenziali alleati. Dal centrosinistra il leader pentastellato viene accolto a braccia aperte, mentre il centrodestra guarda con sospetto a quella che ritiene una vera e propria strategia politica di sopravvivenza in vista delle elezioni regionali.

CIVATI: FA BENE GRILLO A CAMBIARE ATTEGGIAMENTO - In un'intervista sul Corriere della Sera, il leader del M5S si presenta sotto una nuova veste, pronto al trasformismo per cercare di risollevare le sorti di un partito quasi scomparso dalla scena politica nazionale. «Siamo pronti al dialogo, anche col Pd», ha dichiarato Beppe Grillo ai microfoni di Emanuele Buzzi: «sia sul reddito di cittadinanza che sulla Riforma della Rai, ma ci deve essere onestà intellettuale». Dei trascorsi litigiosi tra lui e il premier Matteo Renzi non sembra esserci più traccia. Bisogna cambiare verso, perché le piazze – come i «vaffa» non funzionano più: «Resteremo sotto il palco, staremo a contatto con la gente. Per le regionali abbiamo dei candidati di primordine». L'appello del leader pentastellato viene ben accolto dal centrosinistra, in particolare dal dem Pippo Civati che si dice «soddisfatto dell'intervista»:«Se le cose stanno così – ha dichiarato Civati – è una buona giornata per la politica italiana».

MOLLICONE: E' UNO STRATAGEMMA DOVUTO AL CALO DEI CONSENSI - Non la pensano allo stesso modo nel partito di Giorgia Meloni. Ai microfoni di DiariodelWeb.it è intervenuto il responsabile della comunicazione di FdI, Federico Mollicone: «L'atteggiamento di Grillo è chiaramente dovuto al calo dei consensi, alle liti interne al partito e alle ultime espulsioni, che hanno dimostrato la totale mancanza di pluralismo nell'organizzazione. Offre di sé un'immagine appannata e l'ultima gaffe è stata quella della difesa di Gino Paoli: dopo il giustizialismo più esasperato siamo arrivati all'assoluzione preventiva. Poiché era suo amico, Gino Paoli non meritava di essere esposto alla gogna mediatica... I 5stelle si sono rivelati per quello che sono, e siamo convinti che ci sarà una fluttuazione dell'elettorato verso le altre forze d'opposizione, come FdI e la Lega».

LA DEMOCRAZIA DIRETTA DEI GRILLINI È STATA SOLO UN BLUFF - Prosegue così Federico Mollicone, spiegando quale sia stato, a suo parere, l'errore più grave del M5S, che inizialmente ha saputo cavalcare l'ondata di malcontento popolare, ma poi ha perso la sua grande occasione politica: «Il M5S è stata un'intuizione molto tempestiva, che ha utilizzato il web come suggestione di democrazia diretta. Una pura suggestione, però, perché in realtà le primarie via web si sono rivelate spesso una truffa. Ricordo che ci sono deputati in Parlamento, senza aver avuto nessuna esperienza amministrativa, eletti via web con 600 like su youtube. Con questa finta democrazia, prima con Casaleggio e poi con Grillo, i grillini hanno gestito un partito in una maniera pazzesca. Consideriamo questo cambio di atteggiamento di Grillo una sorta di ultima spiaggia per rimanere all'interno di quel sistema che – ricordo – avevano dichiarato precedentemente di voler aprire come una scatola di tonno».